Italia
Il piano per fermare la Normale del sud
La Lega “arruola” Forza Italia contro la nuova sede a Napoli. Sarà il senatore Barachini a firmare il contro-emendamento
PISA. Un emendamento per sminare la manovra dalla Normale del Sud. Una mossa che torna ad unire Lega e Forza Italia. Il no alla nascita di una sede a Napoli della Scuola di Piazza dei Cavalieri ri unisce i vecchi alleati a Roma, non solo in giunta a Pisa. Il sindaco Michele Conti ci lavora da giorni. «Farò di tutto per fermare il progetto», ha detto al Tirreno, e con il deputato Edoardo Ziello e la senatrice Rosellina Sbrana ha coinvolto le strutture romane del Carroccio e tessuto la tela con i forzisti. Anche se, curiosamente, il progetto lanciato dal direttore della Scuola, Vincenzo Barone, a Roma era partito di slancio proprio con l’ok del ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti. Ma soprattutto ha chiesto una mano alla coordinatrice provinciale degli azzurri Raffaella Bonsangue. E i forzisti hanno deciso di schierare i big. Sarà Alberto Barachini, senatore e presidente della commissione di Vigilanza Rai, a presentare in aula un emendamento all’articolo 32 bis della Finanziaria, che prevede l’istituzione della “Scuola Normale Superiore meridionale”. La discussione è prevista tra venerdì e domenica prossimi. Obiettivo: ribaltare a Palazzo Madama ciò che è stato già deciso a Montecitorio. Dove la V Commissione Bilancio della Camera, nella seduta di martedì 4 dicembre, ha approvato un emendamento alla manovra che decreta la nascita della Normale del Sud. E la finanzia con 50 milioni per il triennio 2019-2022.
«La Scuola Normale Superiore è stata fondata a Pisa e rappresenta un legame inscindibile con il territorio, la storia e l’identità della città - dice Raffaella Bonsangue -. Non è certo per un vano campanilismo che contrastiamo l’iniziativa del governo, ma anche perché» verrebbero «distratte risorse già impiegate nella sede storica». Per la forzista meglio usarle per «il potenziamento della struttura di Piazza dei Cavalieri». Barachini è netto: «Bene gli investimenti in ricerca di qualità, ma le perplessità derivano dall’impiego di notevoli risorse economiche che, anziché andare a potenziare la Normale, servirebbero sdoppiarla a Napoli lasciando aperto interrogativo sul suo destino dopo il triennio di sperimentazione». Intanto ieri, con un comunicato congiunto, Barone e il rettore del Sant’Anna Pierdomenico Perata, hanno chiarito: «La diversità nelle strategie di crescita delle due scuole pisane non deve ingenerare l'idea di attriti tra le due istituzioni», scrivono i due ricordando che le si sono da poco federate con lo Iuss di Pavia. «Sia la Normale che la Sant'Anna - proseguono - hanno la missione di assicurare opportunità di studio e ricerca ai massimi livelli nel nostro Paese ed entrambe esprimono soddisfazione ogni volta che vengono assicurate maggiori risorse a questi fini. La strategia di rafforzamento della Sant'Anna attraverso un potenziamento delle proprie infrastrutture di ricerca e formazione a Pisa non è in antitesi rispetto all'approccio della Normale per creare una rete di Scuole a livello nazionale che si ispirino alla tradizione centenaria della Normale stessa». —
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