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Benzinai in sciopero per tre giorni dal pomeriggio di martedì 11
La protesta della Faib riguarda gli esercenti di alcuni dei principali marchi di carburanti (Esso, Api-Ip e TotalErg)
FIRENZE. Scioperano per tre giorni i distributori di benzina di alcuni dei principali marchi di carburanti a partire dal pomeriggio di martedì 11 dicembre. Lo comunica la Confesercenti Toscana. "La Federazione autonoma italiana benzinai (Faib) - si legge in un comunicato - ha dichiarato in Toscana e Liguria lo sciopero dei gestori di Petrolifera Adriatica (marchio Esso) e di Italiana Petroli (marchi Api-Ip e TotalErg). Lo hanno deciso i gruppi dirigenti della Federazione, per protestare contro la politica discriminatoria da parte di Italiana Petroli, che detiene la proprietà degli impianti a marchio IP e Total-Erg, e di Petrolifera Adriatica, che ha acquistato di recente con cessione di ramo di azienda gli impianti con marchio Esso".
"La Faib intende denunciare - prosegue il comunicato - la permanente condotta scorretta di Petrolifera Adriatica, che, benché tenuta ad applicare l’accordo Esso, in conseguenza della condanna dinanzi al tribunale di Roma, continua nella pratica di tagliare i margini ai gestori e scaricare su di essi le proprie contraddizioni strutturali. Allo stesso tempo, Faib denuncia la politica dilatatoria e inconcludente di Italiana Petroli, che disattende gli accordi, si sottrae agli obblighi contrattuali e saccheggia la redditività delle gestioni con politiche di aggressione al margine determinato dagli accordi siglati in base alla normativa di settore".
La risposta è appunto lo sciopero in tutte le province della Toscana e della Liguria, con la sospensione delle attività di rifornimento e conseguente chiusura degli impianti, con le seguenti modalità: "dalle ore 19 di martedì 11 dicembre alle ore 7 di venerdì 14, self-service compresi, salva minore durata decisa a livello provinciale e preventivamente comunicata alle rispettive prefetture”
La dichiarazione di sciopero giunge dopo che la vertenza con le due Petrolifere si è trascinata in modo inconcludente per mesi, rafforzando i timori e le profonde preoccupazioni dei gestori degli impianti stradali dei due marchi per l’insostenibile situazione economica e relazionale determinatasi.
Nel mirino della protesta del sindacato rientrano la precarizzazione del rapporto contrattuale, le condizioni economiche ed operative che non garantiscono la sostenibilità delle attività esercitate, la vanificazione delle garanzie assicurate dalla contrattazione nazionale prevista per il settore della distribuzione carburanti (in particolare art. 19 della Legge 57/2001, che prevede l'obbligo per gli operatori petroliferi di stipulare Accordi collettivi con le Organizzazioni di categoria dei gestori e il loro rispetto, per definire le condizioni economiche e contrattuali, anche ai sensi dei Regolamenti europei in materia di Intese Verticali).
Un comportamento, per Faib, grave e irresponsabile - "tanto più nel pieno di una crisi strutturale del settore - e con consumi in caduta libera, con una illegalità dilagante. A questo si aggiungono devastanti azioni commerciali unilaterali, che erodono significativamente il misero margine economico. Nessuno può immaginare che la nostra categoria, a fronte di attacchi così violenti ai diritti dei gestori, non metta in atto azioni di protesta e denuncia e di chiusura degli impianti. Se i tavoli negoziali vengono svuotati di contenuti e vengono ridotti solo a stanche liturgie, ai gestori non resta altro strumento di difesa che quello delle agitazioni e dello sciopero".
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