Il Tirreno

Toscana

«Bene creare nuove eccellenze le pisane da sole non bastano»

M.N.
«Bene creare nuove eccellenze le pisane da sole non bastano»

Lo scrittore Santagata difende l’idea del direttore di Piazza dei Cavalieri «Sono troppo piccole per soddisfare il bisogno di alta formazione» 

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l’intervista

«Una cosa è certa. Più passa il tempo e meno Normale e Sant’Anna sono produttive». Soprattutto a guardarle dal mondo, dice Marco Santagata, scrittore, professore di Lettere all’università di Pisa, uno dei più grandi dantisti e petrarchisti esistenti e alle spalle un «addestramento» da dottorando e ricercatore normalista. Secondo Santagata, a vederle dalla cima delle classifiche internazionali in cui primeggiano i gradi atenei di eccellenza, le istituzioni universitarie pisane non trasmettono tanto la grandezza della loro storia ma la limitatezza del presente dell’università e della ricerca italiana. Un presente che rischia di tagliare fuori il Paese.

Professor Santagata, crede che l’idea di creare una Normale al Sud sia utile a far uscire il Paese dalle condizioni di degrado in cui naviga la formazione universitaria?

«Questo non lo so, ma una cosa la so: noi non abbiamo strutture sufficienti in Italia per formare la classe dirigente e per formare le alte qualificazioni scientifiche e di ricerca».

Perché, Normale e Sant’Anna non bastano?

«La Normale e la Sant’Anna da sole sono una piccola realtà del tutto insufficiente. Quindi, questo Pese deve dotarsi di una rete di istituzioni di alto livello scientifico e di ricerca, tenendo presente anche che le dimensioni di queste istituzioni pisane, che poi sono le uniche o quasi, sono troppo piccole per poter competere in questo mondo globalizzato. I grandi centri di ricerca hanno dimensioni a cui le nostre non si avvicinano nemmeno alla lontana».

Rischiano di essere orpelli?

«Be’, ci teniamo queste medagliette, ma più passa il tempo e meno sono produttive».

Allora perché tanta resistenza alla Normale del sud? La Lega, i rettori, tutti contrari.

«Francamente non glielo so dire. Non so che cosa sia successo né come sia stata preparata questa iniziativa. In linea generale è un problema di questo Paese. E non so neppure se l’iniziativa di Barone è sufficiente, però è un primo passo in quella direzione. Da questo punto di vista la trovo positiva». —

M.N.

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