Meteo
Riccardo “Reynor”, mago dei videogiochi: da Greve in Chianti la sfida ai coreani
Giovani fenomeni della rete: sedicenne, liceale, è già un player professionista stipendiato. In Oriente è un mito, tra i primi nel mondo a Starcraft
Basta un'ora al giorno per essere un campione a livello planetario. Certo, quando si avvicinano i tornei l'allenamento deve intensificarsi e allora le ore davanti al monitor possono diventare anche tre o quattro, ma senza lasciare indietro le altre priorità della vita, come la scuola o gli amici. Parola di Riccardo Romiti, 16 anni, non astro nascente ma campione affermato nel mondo del videogioco Starcraft, tanto da essere stato ingaggiato nonostante l'età dal team Exeed, una squadra di professionisti. Ergo, pagati. «Di certo non guadagno come un giocatore di calcio, ma faccio un po’ di soldi tramite tornei e la squadra», spiega Romiti.
Chi legge forse non avrà mai sentito parlare di questo ragazzo di Greve in Chianti, ma la scorsa primavera, quando è sbarcato in Cina per il torneo mondiale Wesg, è stato sommerso da fan che chiedevano insistentemente un autografo.
Ci sono due storie da raccontare in soli 16 anni. Una è quella di Riccardo, studente del liceo informatico, tifoso (blandamente) della Fiorentina e sta insieme agli amici quando non deve studiare. L'impressione superficiale porterebbe a parlare di un'aria a nerd, accentuata da occhiali che gli regalano una vaga somiglianza con Harry Potter, ma non è così. Riccardo infatti è anche Reynor, il nome che si è dato in rete. Reynor è il primo europeo ad essersi qualificato alle fasi finali di Wesg, è il più giovane professionista mai ingaggiato ed è considerato uno degli otto giocatori più forti al mondo di Starcraft.
«Non so se sono l'ottavo perché i coreani sono forti – dice - sicuramente sono tra i primi venti». Romiti in Corea del Sud c'è stato la scorsa estate per il torneo mondiale Gsl, sempre legato a Starcraft, un video gioco in cui tre razze si contendono il dominio della Via Lattea che potremmo paragonare agli scacchi per chi non mastica la materia: vince chi batte l'avversario nel minor tempo possibile. Reynor riesce a portare a termine 7 azioni al secondo e questa mano lesta lo ha fatto volare in Oriente già più di una volta. “Mi è piaciuta la Corea, faceva molto caldo e si mangiava bene”, dice sorridendo della sorpresa. “Il pollo fritto era buono”.
La storia di Reynor inizia quando Riccardo ha solo 8 anni. Fino a quel momento si era soltanto affacciato al mondo dei video games, debuttando al pc dei genitori con Diablo II. Poi, a 8 anni, papà Massimo, lo ha fatto avvicinare mentre stava giocando a Starcraft. Lui se ne è innamorato, lo ha chiesto una copia come regalo di compleanno e da allora non ha più smesso di giocare. “È un gioco strategico in tempo reale, simile agli scacchi – dice - Mi piace così tanto perché ha sempre una grande varietà di gioco, è complicato”.
Di nuovo l'apparenza potrebbe far pensare a un ragazzo tutto casa e pc, ma Romiti gioca soltanto a Starcraft. Nessun altro video games e se non fosse per il team non avrebbe neanche pagine social. Ancora non sono stati indetti i tornei del 2019, ma Reynor è già stato convocato per un'altra trasferta in Cina per la prossima primavera. Al mondo c'è chi ne ha fatto una professione con Starcraft, ma Riccardo (che per fare un esempio ha vinto 10mila euro con il torneo in Cina) non sembra intenzionato a restare Reynor per tutta la vita. «Al momento non ho progetti – spiega – Intanto devo finire la scuola, poi si vedrà».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
