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Toscana

Processo Menarini, la Corte d'appello assolve i fratelli Aleotti

I fratelli Alberto e Lucia Aleotti
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I fratelli Alberto e Lucia Aleotti

Riformata la sentenza di primo grado, l'imputazione era di riciclaggio.  La procura aveva chiesto una condanna a 9 anni

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FIRENZE. La corte di appello di Firenze, riformando la sentenza di primo grado, ha assolto i fratelli Lucia Aleotti e Alberto Giovanni Aleotti, figli del patron Sergio Aleotti nel processo Menarini dove erano imputati di riciclaggio.

Lucia Aleotti è stata assolta dalla "per non aver commesso il fatto" rispetto all'accusa di riciclaggio delle somme di denaro provenienti da dichiarazioni fraudolente ed emissioni di fatture per operazioni inesistenti, nonché dall'aver strumentalmente costituito e patrimonializzato, a fini di riciclaggio, le fondazioni Nipote e Nipote bis. Inoltre sempre Lucia Aleotti è stata assolta "perché il fatto non sussiste" riguardo all'adesione allo scudo fiscale, per il riciclaggio, tramite le stesse fondazioni.

Il fratello Giovanni Alberto Aleotti è stato assolto dall'accusa di riciclaggio "perché il fatto non sussiste" anche rispetto all'accusa di aver concorso in reati presupposti di evasione fiscale. Assolto, come la sorella, dall'accusa di aver costituito le fondazioni Nipote e Nipote bis a fini di riciclaggio, cos come per l'accusa di aver usato lo scudo fiscale come strumento di riciclaggio.
 
La corte di appello ha rigettato il ricorso dei pm in merito all'accusa di riciclaggio di denaro provento di truffa continuata e gli appelli delle parti civili.
 
In primo grado Lucia Aleotti era stata condannata a 10 anni e 6 mesi e il fratello Giovanni Alberto a 7 anni e 6 mesi. Confermata nelle altre parti la sentenza di primo grado, quindi restano assolti Massimiliana Landini, vedova di Aleotti e madre degli altri due imputati, e dei manager Licia Proietti e Sandro Casini. Motivazioni fra 90 giorni.
 
"Siamo felici di questa decisione della Corte d'Appello di Firenze che ha assolto Lucia Aleotti e Alberto Giovanni Aleotti rispetto a tutti i capi d'imputazione. Sono trascorsi moltissimi anni dall'inizio di questa dolorosa vicenda, ma finalmente il Giudice ha riconosciuto l'estraneità degli azionisti di Menarini dai fatti per cui erano accusati ingiustamente". E' quanto si legge in una nota della Menarini diffusa subito dopo l'assoluzione decida dalla corte d'appello di Firenze.
 
"Ora Lucia e Alberto Giovanni Aleotti potranno continuare a dedicarsi alla crescita del Gruppo Menarini che conta più di 17.000 dipendenti e che, sebbene non sia stato coinvolto direttamente nel processo, ha subito certamente contraccolpi e gravi danni d'immagine, anche a livello internazionale, a causa di questa inchiesta", conclude la nota.
 
La corte di appello di Firenze ha disposto inoltre la restituzione agli Aleotti di tutte le somme sequestrate a fini di confisca nell'inchiesta: furono all'inizio 1,2 miliardi di euro di cui oggi, chiuse tutte le pendenze tributarie, residuavano circa 700 milioni di euro. E' quanto risulta dalla sentenza letta oggi dal collegio.
 
 "Abbiamo accolto con soddisfazione la decisione della corte d'appello di Firenze che, in linea con quanto già deciso dal tribunale di primo grado, ha riconosciuto la completa insussistenza dell'ipotesi di truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale.  E' stato quindi nuovamente confermato che i prezzi dei farmaci Menarini non sono mai stati "gonfiati", riconoscendo così all'azienda la totale correttezza del proprio operato". Lo dice in una nota Carlo Colombini, consigliere di amministrazione del Gruppo Menarini.

 

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