Il Tirreno

Toscana

svolta dopo 70 anni  

Il tricolore su Camp Darby Arrivano i militari italiani

Danilo Renzullo
Il tricolore su Camp Darby Arrivano i militari italiani

Accordo sulla restituzione di 34 ettari della base americana con rinvio al 2020 L’area, su cui sorgono caserme e impianti sportivi, andrà ai nostri reparti speciali

3 MINUTI DI LETTURA







Tra meno di un anno la bandiera a stelle e strisce sarà ammainata e sulla cosiddetta area ricreativa della base militare di Camp Darby tornerà a sventolare il tricolore.

Dopo quasi sette decenni, una lunga striscia metallica ridisegnerà i confini della presenza americana sul territorio pisano e livornese e segnerà uno storico “arretramento” degli anfibi statunitensi. Al loro posto, in una porzione dell'installazione militare potrebbero far ingresso i “marines” italiani. I reparti speciali dell’esercito italiano potrebbero insediarsi sui 34 ettari che il governo degli Stati Uniti ha deciso di restituire al demanio militare italiano nell’ambito di un piano di ridimensionamento della presenza militare statunitense in Europa occidentale.I contatti tra i vertici dell’Us Army Europe (il comando europeo delle forze armate statunitensi) e il ministero della Difesa, per il momento non hanno portato ad un’intesa, ma quello di un centro di addestramento per le forze armate italiane resta l’unica ipotesi concretizzabile per il riutilizzo della vasta area che affaccia su viale Mezzapiaggia, la strada che da San Piero a Grado conduce a Tirrenia. Si tratta di oltre 340.000 metri quadrati di territorio su cui sorgono decine tra strutture militari e civili (caserme, scuole e strutture sportive) che gli Stati Uniti restituiranno all’Italia il prossimo ottobre.

La firma dell’accordo sarebbe frenata dal costo delle operazione per lo Stato italiano: servono ingenti risorse, soprattutto per concretizzare l’ipotesi di realizzazione di un centro di addestramento per i reparti speciali. L’area ricreativa di Camp Darby è finita nell’European infrastructure consolidation, il piano di revisione delle forze armate statunitensi in Europa centro-occidentale stilato dal dipartimento della Difesa Usa a fine 2014. Secondo il processo di “spending review” militare - che prevede minori spese per circa 500 milioni di dollari l’anno e la chiusura entro il 2021 di 15 basi americane presenti in Europa con una riduzione di 2.000 unità rispetto agli oltre 62.000 militari sparpagliati nel Vecchio Continente - la porzione dell’enclave a stelle e strisce che sorge tra Pisa e Livorno sarebbe dovuta passare all’Italia entro il 31 dicembre. I mutati scenari geopolitici internazionali hanno imposto negli ultimi mesi una revisione del processo di ristrutturazione, rinviando il piano ipotizzato per Camp Darby all’autunno 2020.

Il via libera definitivo è arrivato nelle scorse settimane, quando l’Us Army Europe ha fissato la data (ottobre 2019) di quello che si configura come uno storico ridimensionamento della presenza militare americana sul territorio. Entro la prossima estate, militari e civili statunitensi completeranno il trasferimento degli alloggi, degli uffici amministrativi e di alcune caserme.

Dopo pochi mesi, abbandoneranno 34 degli oltre 64 ettari che compongono l’area ricreativa (la base sorge su una superficie di quasi mille ettari), dove dalla fine del 2015 sono iniziate le operazioni di bonifica e di installazione di recinzione e cancelli che delimitano i nuovi, futuri, confini dell’enclave a stelle e strisce. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera