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«Quel vapore dà energia e lavoro», la gente in strada per la geotermia

Andreas Quirici
Un momento della manifestazione a Larderello per la geotermia
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Un momento della manifestazione a Larderello per la geotermia

Folla alla manifestazione a Larderello, sarà ripetuta sull’Amiata: «In gioco 600 milioni di investimento di Enel» 

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LARDERELLO. «Studio elettrotecnica all’Iti di Pomarance e fino poche settimane fa immaginavo il mio futuro con un lavoro in geotermia, vicino alla mia famiglia con l’idea di crearmene una nel posto dove sono cresciuto. Ma se qui cambia tutto, ho paura che dovrò andarmene». Alessio Santi ha 18 anni ed è un brillante studente di Volterra. È tra le persone scelte dagli organizzatori della manifestazione di Larderello per testimoniare i propri timori rispetto alla decisione del governo gialloverde di tagliare gli incentivi alla principale fonte di ricchezza di questa zona.

Siamo nel cuore della valle del Diavolo, quel lembo di Toscana dove il sottosuolo è pieno di vapore che viene trasformato in energia. Una fonte da sempre considerata rinnovabile, almeno fino a quando è sparita dalla bozza del decreto Fer 1 del ministero dello sviluppo economico, in cui si assegnano gli incentivi per la produzione di energia. Da quel momento Valdicecina e Amiata, le due zone geotermiche della Toscana, hanno cominciato una rivolta, culminata con la manifestazione di ieri mattina, sabato 1° dicembre, con duemila persone in piazza. Tante, per gli organizzatori del movimento GeotermiaSì.

Un numero che incoraggia ad andare avanti e a puntare a una seconda mobilitazione. Questa volta proprio sull’Amiata. «Indipendentemente da come andrà questa partita – dice Domenico Cannistraro, uno dei coordinatori della manifestazione – ripeteremo nel Grossetano questa esperienza che ha sancito un fatto inequivocabile, riunire i territori della geotermia toscana per puntare a una normativa che salvaguardi gli investimenti delle aziende, il lavoro dei cittadini e il rispetto per l’ambiente».

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Tema centrale quest’ultimo, su cui si gioca gran parte del confronto tra governo e istituzioni della Toscana. «Al ministero dello sviluppo economico hanno ascoltato troppo i comitati ambientalisti – dice il sindaco di Piancastagnaio, Luigi Vagaggini – che hanno diffuso dati sbagliati, relativi al 2010. È arrivato il momento di denunciare chi racconta inesattezze sulla geotermia e il nostro futuro».

In ballo ci sono 600 milioni di investimenti nei prossimi cinque anni che Enel Green Power, l’azienda principale del settore, in cui lavorano 650 persone e che, complessivamente crea un movimento di addetti da duemila unità, considerando l’indotto. Se saltano gli incentivi, difficilmente la società manterrà gli obiettivi di realizzare nuovi impianti e continuare a fare esplorazioni. «Resterebbero le commesse per la manutenzione delle centrali già presenti – spiega il sindaco di Pomarance, Loris Martignoni – Ma si parla di circa 80 milioni l’anno che restringono notevolmente il giro d’affari. La geotermia non può rinunciare agli incentivi, perché si bloccherebbe la sperimentazione di un settore che ha ritorni molto lunghi per gli investimenti effettuati dalle aziende».

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Ma non c’è solo chi lavora direttamente in Enel o di chi è occupato nelle ditte dell’indotto. «Nel nostro territorio – spiega il sindaco di Monterotondo Marittimo, Giacomo Termine – ci sono caseifici e vivai che sfruttano il calore geotermico per l’energia destinata alla produzione, ottenendo un grandissimo risparmio di costi. Tagliare la possibilità di sfruttare la geotermia, metterebbe in seria difficoltà tante persone. Viceversa, si potrebbe continuare sulla strada del corretto sviluppo tra ambiente e industria e creare ulteriori presupposti di crescita».

Amiata e Valdicecina hanno un rapporto diverso con la geotermia. «Per noi è una delle attività economiche – dice Stefano Martini, imprenditore di Santa Fiora – Ma se viene bloccata, la crisi si acuisce». Per l’area pisana è praticamente tutto. «Lavoro in Enel – dice Monia Neri di Larderello – così come mio marito. I miei due figli studiano per entrare anche loro in questo settore. E se arrivano i tagli sarà difficile immaginare il nostro futuro». 

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