Il Tirreno

Toscana

È già partita la gara Lega e M5s

Luigi Vicinanza
È già partita la gara Lega e M5s

Il panettone lo mangeranno insieme. Il Natale del governo del popolo. Ma alla pastiera ci arriveranno ancora uniti?

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Il panettone lo mangeranno insieme. Il Natale del governo del popolo. Ma alla pastiera ci arriveranno ancora uniti? Il tipico dolce pasquale - che mammà Di Maio sicuramente prepara per Luigino - sarà condiviso tra i due vicepremier? Finora era opinione comune che il governo gialloverde avrebbe resistito fino alla scadenza di maggio, quando si voterà per le europee, nonostante le profonde differenze programmatiche e ideologiche tra Movimento 5 Stelle e Lega. Ma i segnali di una pratica di divorzio in corso sono sempre più evidenti. Anche se negato sempre e comunque.

Come accadeva un tempo nelle coppie borghesi conformiste e aduse ai tradimenti. La disparità di risultati pende a favore di Matteo Salvini. Con Di Maio in progressiva sofferenza. Lo certificano i sondaggi con la Lega stabilmente in testa ai Cinquestelle; un ribaltamento dei rapporti di forza realizzato dal Capitano leghista imponendo nell’agenda del governo temi che gli stanno consentendo di egemonizzare tutto il centrodestra e di sfondare in campo avversario. La stessa lettera indirizzata al nostro giornale oggi dal ministro dell’Interno è l’espressione di questa consapevolezza. Si può essere d’accordo o meno con i provvedimenti adottati sulla sicurezza, ma ora esistono.

Tutta da verificare l’efficacia reale. Mentre Di Maio fatica a concretizzare il reddito di cittadinanza, rispetto a un elettorato nel Sud dell’Italia troppo generoso con il M5S lo scorso 4 marzo e dunque pronto a cambiare carro. Intanto Di Battista è pronto a rientrare dalla sua vacanza latinoamericana e il presidente della Camera Fico non perde occasione per marcare la differenza dalle scelte del governo: Luigino è avvertito, ci sono almeno altre due stelle pronte a sostituirlo. A prescindere dai pasticci di casa Di Maio. La Toscana è terra di scontro tra i due soci di governo.

È l’unica regione dove il Pd riuscì ad arrivare primo alle politiche. Un primato difficile da difendere in vista appunto delle europee e delle concomitanti elezioni comunali in 188 comuni, tra cui Firenze, Livorno, Prato, Piombino. Salvini qui sta investendo politicamente molto, con la sindaca di Cascina Susanna Ceccardi onnipresente. Di Maio invece deve difendere in ogni modo la roccaforte livornese anche se i rapporti tra lui e il sindaco Nogarin non sono mai stati idilliaci (in sei mesi non ha mai trovato modo di farsi vedere a Livorno). Questo dicembre insomma non è che l’inizio. Di un’eterna campagna elettorale. Buona domenica.

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