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il personaggio 

Il “maestro” è Benassai, pittore musicista, studioso di piramidi

Il “maestro” è Benassai, pittore musicista, studioso di piramidi

Sarebbe il 78enne fiorentino  trapiantato nel Pistoiese al centro della vicenda secondo gli (ex) adepti. Ma non si trova:  «Al momento è all’estero» 

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PISTOIA. Tra gli elementi su cui i racconti dei “fuoriusciti” convergono, c’è il ruolo centrale rivestito nell’Ordine da Alessandro Benassai, presidente dell’Associazione Archeosofica, allievo di Palamidessi. I versamenti mensili, i 1.200 euro a ogni iniziazione, le donazioni, tutto sarebbe stato gestito da Benassai e dalla stretta cerchia dei suoi collaboratori.

Menzogne? Difficile sapere qualcosa direttamente. Alla sede di Pistoia non danno indicazioni per rintracciarlo e ammettono di vederlo di rado. Numeri di telefono o indirizzi precisi non c’è modo di averne. Alla Camera di commercio di Pistoia risulta un indirizzo di Uzzano al quale corrisponde effettivamente una cassetta postale con il nome Benassai e Associazione Archeosofica, più altri due cognomi. Suonando il campanello corrispondente, risponde una voce che, laconica, alla domanda se c’è Benassai, risponde «Non è qui». E quando, dopo tanta fatica, si riesce a risalire alla casa di Benassai, un edificio a due piani ai margini del Padule, in comune di Ponte Buggianese, si scopre facilmente che nessuno risponde al citofono. «Sarà una ventina di giorni che non c’è nessuno – spiega un vicino – ma in realtà il signore e sua moglie vengono di rado, stanno pochi giorni e ripartono. Pochi i rapporti, giusto buongiorno e buonasera». Poca fortuna anche informandosi presso un’altra creatura del multiforme Benassai, l’Accademia di musica sacra, a Firenze. «Il maestro non c’è, momentaneamente è all’estero», dicono.

Certamente una figura capace di affascinare, quella di Benassai. Fiorentino, 78 anni, studioso di simbolismo e di antiche civiltà, è matematico (ha studiato a lungo le piramidi egizie), pittore (vanta esposizioni a Siena, in Germania, Portogallo e Francia) e musicista (presidente dell’Accademia di Musica sacra e direttore del Coro di Santa Cecilia). E le sue conoscenze in un campo interagiscono con le altre, a disegnare i contorni di una sapienza mistica e riservata.

Un genio autodidatta, un ingegno multiforme, insomma, che stride con il ritratto di avido “guru” che ne fanno i fuoriusciti. E, soprattutto, «una persona dalla grande bontà» come lo descrivono in Associazione, non senza una parola di rincrescimento per l’età avanzata e gli acciacchi fisici che ne riducono i movimenti. Ma i tanti acciacchi, a quanto pare, non gli impediscono di continuare a condurre una vita fitta di spostamenti e viaggi. —

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