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Toscana

Fi-Pi-Li, i soldi delle multe non bastano: Pisa piazza altri due autovelox

Mario Neri
Un'auto sulla FiPiLi poco prima di passare vicino a un autovelox
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Un'auto sulla FiPiLi poco prima di passare vicino a un autovelox

La Regione chiede di investire la metà degli incassi nella superstrada. Così nel tratto ancora senza “controlli” presto le nuove macchinette. Manca solo l'ok della prefettura 

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PISA. Un nuovo autovelox. Anzi due. In una direzione e nell’altra, nei tratti ancora scoperti, quello che da Pontedera arriva a Pisa est e quello che da Cascina è privo di sparamulte fin quasi a Montopoli andando verso Firenze. Ci sta pensando la Provincia di Pisa per il troncone di sua competenza della Fi-Pi-Li.

Motivo? Le modifiche imposte a inizio anno dalla Regione alla convenzione per il global service, cioè il contratto per la manutenzione della superstrada che ogni anno Città metropolitana di Firenze e le province di Pisa e Livorno devono onorare con i privati. Fino all’anno scorso era la Regione, proprietaria dell’infrastruttura, a versare una buona parte degli 8,4 milioni di appalto (3 milioni).

Da quest’anno Vincenzo Ceccarelli ha invertito la rotta. L’assessore ai trasporti ha chiesto ai gestori di attenersi al codice della strada e investire almeno il 50% di ciò che incassano dalle sanzioni sulla manutenzione della superstrada. Una piccola miniera d’oro visto che, insieme, la Metrocittà e le province si ritrovano nei bilanci più di 15 milioni di euro grazie alle multe, quasi il doppio dei costi di gestione. «In questo modo - dice Ceccarelli - siamo riusciti ad aumentare il budget per la manutenzione di 5,5 milioni».

Solo che così sono calati bruscamente i soldi per strade provinciali e scuole. Sì perché la Fi-Pi-Li era diventata una specie di cassa per la spesa corrente per i conti della province ridotti all’osso dai tagli innescati dalla riforma Delrio. Ecco, l’idea è quella di aumentare gli incassi per poter compensare la riduzione dei fondi piazzando un autovelox su ognuna delle corsie. E per gli sparamulte non manca molto. La Provincia di Pisa attende solo l’ok delle prefettura. —
 

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