Il Tirreno

Toscana

Lo trova la sorella senza vita nella culla

Tiziana Gori
Ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Pistoia (foto Gori)
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Ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Pistoia (foto Gori)

Pistoia: aveva appena 5 giorni, dimesso lunedì dall’ospedale. Inutili i soccorsi. L’ipotesi della sindrome di morte improvvisa

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PISTOIA. È stata la sorella a trovarlo. Quella sorellina adolescente che, con gli altri due fratelli, aveva a lungo pensato come chiamare il piccolino di famiglia. Il nuovo arrivato.

Si è avvicinata alla culla e ha capito che qualcosa non andava. Dal nasino e dalla bocca del neonato (non mettiamo il nome per rispetto del dolore della famiglia) scendevano dei rivolini di sangue. Impaurita, ha chiesto alla mamma di avvicinarsi, e a lei è bastato dare un’occhiata alla culla per realizzare che qualcosa di terribile era accaduto. «Ma ancora devono elaborare quanto è successo», dice una parente della donna davanti all’obitorio. La famiglia si è ritrovata lì, tra le cappelle del commiato e quello scorcio di terra di nessuno che separa il San Jacopo dalla maxi discarica dietro l’ospedale e l’insediamento nomadi. Ci sono tutti, anche i nonni, e una zia che avvicinandosi dopo aver visto il bimbo abbraccia un’altra sorella e piange: «Com’è bello, sembra velluto».

Il piccolo non ce l’ha fatta. A nulla è servita la corsa in ambulanza dopo la telefonata al 118. I sanitari del Pronto soccorso non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Era nato l’8 novembre. Durante il soggiorno ospedaliero, scrive l’Asl in una nota stampa, aveva presentato un decorso clinico regolare e lunedì scorso è stato dimesso. Ieri sarebbe dovuto tornare nel reparto pediatrico per il controllo del peso.

L’Azienda ha avviato le procedure previste per accertare le cause del decesso. Sarà eseguita l’autopsia, probabilmente già oggi o domani. Il travaglio, spiega una parente, era stato difficile: «È iniziato il 7 mattina e l’8, di sera, i medici hanno deciso di praticare il cesareo». Potrebbe esserci un nesso causale con quanto avvenuto a distanza di 4 giorni? Sarà l’autopsia a stabilirlo.

Tra le ipotesi al vaglio che il neonato possa essere morto per Sids, la Sindrome della morte in culla, che in alcuni casi porta anche a perdite di sangue dal naso o dalla bocca. O quella che è definita “malattia emorragica del neonato”. È provocata dal deficit di vitamina K e può causare emorragie potenzialmente fatali in bambini molto piccoli. Quel che è certo è che nessun segno di violenza è stato rilevato sul corpo del bimbo.

«Il nome gliel’hanno scelto i fratelli», spiega una zia, indicando la sorellina, che non riesce a trattenere le lacrime. Una mamma ancora giovane (37 anni) due figli in età adolescenziale, un’altra più piccola e poi lui, che arriva a distanza di 10 anni. Un regalo anticipato di Natale. La voglia di dargli un bacio di prima mattina e lo choc nel vedere il visino esanime.

La famiglia ora attende risposte. Mentre i parenti si stringono e si dicono quant’era bello quel bimbo a cui è stato donato solo qualche giorno di vita, anche la madre esce dall’obitorio. Poche parole, un “grazie” per le condoglianze, un sorriso gentile. La voglia di chiudersi nell’abbraccio della famiglia, che rispettiamo.

Intanto, come detto, l’Asl ha immediatamente avviato le procedure previste dal protocollo regionale stilato in collaborazione con l’ospedale pediatrico Meyer, che è anche centro regionale di riferimento per quanto riguarda la Sids. Al laboratorio di Immunologia dell’ospedale fiorentino verrà inviato un campione di sangue per accertare che il piccolo non avesse immunodeficienze congenite o malattie metaboliche: uno screening completo dunque. Infine, verranno effettuati accertamenti specifici per la Sids. Dal 18 ottobre questi test vengono offerti gratuitamente per tutti i neonati toscani, ma il bimbo morto a Pistoia aveva appena quattro giorni e non c’è stato materialmente il tempo per analizzare il suo sangue. 
 

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