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Toscana

C’è fame di vittoria: Carrarese, Use Rosa e la mensa fai da te "motivazionale"

Alessandra Vivoli
C’è fame di vittoria: Carrarese, Use Rosa e la mensa fai da te "motivazionale"

Come far gruppo? Pranzi e cene allo stadio e in palestra. Un modo per conoscersi, meglio di una lezione tattica. I casi toscani nel calcio e nel basket

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Mangiare insieme, allo stadio e in palestra. Già. Un rito banale che diventa terapia di gruppo, meglio di qualsiasi brain trainer o motivatore. Perchè cucinare e sedersi insieme a tavola ha la stessa importanza di imparare alla perfezione una diagonale, i movimenti del 4-3-3 o uno schema per andare a canestro. L’ultima trovata di due club all’avanguardia (la Carrarese calcio, serie C e l’Use Rosa Empoli basket, serie A) è proprio questo: la cucina come...allenamento.

Pasta al pesto, arrosto di tacchino, gallette, o pane integrale e caffè. Per Silvio Baldini camomilla, addolcita con miele di castagno. Un menù semplice e condiviso: sì perché la parola d’ordine in casa della Carrarese è proprio questa, condivisione. Dal campo, dove tutti danno il massimo per dare sostanza (e punti) al sogno di una città, alla sala mensa allo stadio Dei Marmi dove, ormai da più di un anno i giocatori e l’allenatore pranzano e cenano. Tutti insieme. Senza posti assegnati, senza privilegi, ma gomito a gomito si condivide tutto. Poche regole, ma fisse. Si pranza alle 12,30, anche un pochino prima. Pochi grassi, ma una serie di piatti appetitosi: salmone, pasta al pomodoro, pesto. E qualche fuori programma come le gallette con olio a crudo e parmigiano: un’idea nata proprio all’interno della mensa gialloazzurra e che ha contagiato anche chi fra gli addetti ai lavori, in questa sorta di ristorante spartano, ogni tanto capita per salutare i ragazzi. E se la Carrarese è una squadra operaia, la mensa è quanto di più condiviso ci possa essere. Tovaglie a quadretti, tovaglioli di carta e self service. E figurarsi se c’erano i camerieri. Ognuno si serve da solo, dal mister all’ultimo raccattapalle.

Nessun menù su misura (tranne per chi ha particolari allergie) e anche se ti chiami Francesco Tavano e guidi la classifica del cannonieri, mangi quello che passa il convento. Dietro a questa organizzazione c’è l’allenatore del momento, Silvio Baldini. Lontano dalla panchina, dalle cronache e dalla televisione nazionale che ha parlato proprio nei giorni scorsi della grande stagione della Carrarese, Silvio Baldini resta quello di sempre. È il primo ad arrivare, poco dopo le sette del mattino, nel quartier generale azzurro. E, prima di scendere in campo per studiare tattica e schemi, si mette a spremere e a centrifugare. Sì, perché non c’è solo il pranzo e la cena: sarà davvero molto difficile che possiate beccare in qualche bar gli azzurri, magari davanti a cappuccino e cornetto. No, spremuta e centirfugato per loro. È il Baldini-style.

Ad Empoli c’è un appuntamento inderogabile: la cena nello spogliatoio del giovedì sera. Le ragazze dell’Use Scotti, che proprio domenica hanno centrato la loro prima vittoria da matricola in serie A, hanno piano piano cementato il gruppo in queste serate goliardiche. Le ragazze cucinano a casa e si presentano all’allenamento con pacchetti e teglie: il cibo poi viene riscaldato e consumato nello spogliatoio con un fornetto acquistato dalle giocatrici. I piatti più gettonati? Spezzatino, lasagne, focaccine da farcire con qualunque tipo di affettato. Basta poco per essere felici, anche in serie A.
 

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