Il Tirreno

Toscana

Lutto al Tirreno 

È morto Felice Silvestri per tutti il “Signor Pensioni”

Giulio Corsi
È morto Felice Silvestri per tutti il “Signor Pensioni”

Direttore storico dell’Inps di Livorno, aveva aperto uno “sportello di consulenza” sulle questioni previdenziali per il nostro giornale: alla sua porta c’era la coda

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Quando ancora Internet non era così diffuso, il sabato mattina davanti alla stanza di Felice Silvestri, dentro alla redazione centrale del Tirreno, c’era la fila come a uno sportello postale nel giorno di pagamento delle pensioni. E il suo telefono suonava, suonava in continuazione. Chiamavano da tutta Italia per parlare con lui. Poi la sua rubrica sul Tirreno è diventata un blog e il suo successo è stato ancor maggiore.

Ieri Felice Silvestri è morto. Aveva 88 anni. Da due settimane era ricoverato nel reparto di Medicina dell’ospedale di Livorno. Se l’è portato via una crisi respiratoria, ma da fine estate le sue condizioni di salute si erano fatte serie. La salma sarà esposta per tutta la giornata alla camera mortuaria di viale Alfieri. Domani mattina i funerali, tra le 9.30 e le 10 alla chiesa Santa Elisabetta Seton in piazza Maria Lavagna, a pochi metri dalla casa di via Manasse in cui abitava con la moglie Bianchina. Poi il feretro sarà trasportato nella cappella di famiglia a Piombino.

Felice Silvestri non era solo l’esperto che rispondeva ai lettori-cittadini, antesignana rappresentazione del modello di giornale che oltre all’informazione fa servizio. Silvestri era un’autorità in campo pensionistico. Non a caso per anni le sue rubriche sono state pubblicate anche sui vari giornali del gruppo Espresso. Lui che aveva passato una vita dentro l’Inam e poi dentro l’Inps a lavorare per le pensioni degli altri, quando a metà anni Novanta raggiunse l’età oltre la quale non si può continuare, di andare in pensione non ne ebbe proprio voglia. E decise di mettere a disposizione della gente il suo bagaglio di conoscenze, accumulato prima nelle vesti di direttore dell’Inps di Livorno e poi come dirigente della sede regionale di Firenze. «Lo chiamò il caporedattore dell’epoca Alessandro Barabino per alcune consulenze per il nostro giornale, da lì iniziò una collaborazione col Tirreno che è andata avanti per 20 anni», ricorda il figlio Stefano.

Il sabato mattina fu aperto lo sportello previdenza: i cittadini arrivavano al giornale con fascicoli e documenti dell’Inps, chiedendo lumi su ricongiunzioni, contributi figurativi, reversibilità, scivoli, finestre. Silvestri sapeva tutto. E la sua risposta era una sentenza per chi cercava per capire se avesse maturato o no i requisiti. Cambiavano le norme e lui era sempre aggiornato. Con la mazzetta sotto il braccio e un sorriso da nonno, tutti i giorni, fino a pochi mesi fa, ha ascoltato storie lavorative e familiari di centinaia di persone e ha fornito loro consulenza. Erano gli stessi sindacati, da Varese a Napoli, a consigliare talvolta i lavoratori di chiamare Silvestri per risolvere il proprio caso. Un giorno, nei giorni caldi della legge Fornero, chiamò il presidente nazionale del comitato esodati: «Cerco Silvestri, solo lui ci può aiutare...». —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli