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I sindaci toscani del centrodestra e il "patto della bistecca": voto ai candidati leghisti
Strategia per le comunali 2019 in vista delle regionali. I primi cittadini si impegnano a sostenere la scalata della sindaca di Cascina
FIRENZE. La bistecca è stata ordinata ben al sangue, quasi a pregustare il sapore succoso dei prossimi appuntamenti elettorali, su cui il centrodestra vuole affondare i denti. Attorno al tavolo la sindaca di Cascina Susanna Ceccardi ha riunito venerdì sera a Firenze tutti i sindaci di centrodestra al governo dei capoluoghi toscani: Antonfrancesco Vivarelli Colonna da Grosseto, Alessandro Ghinelli da Arezzo, Luigi De Mossi da Siena, Francesco Persiani da Massa, Michele Conti da Pisa e Alessandro Tomasi da Pistoia. «Una cena allegra e conviviale» la raccontano i commensali, che spiana la strada ad un'intesa tra primi cittadini di stampo forzista e leghista alla vigilia delle amministrative 2019 in Toscana e delle regionali nel 2020.
L'idea di vedersi a tavola è venuta fuori già durante l'estate dopo una cena tra Ceccardi, Tomasi e Conti. «Da lì ho fatto una chat whatsapp e ho iniziato a cercare di organizzare questa cena – racconta Ceccardi – Sono molto contenta, perché c'è stata un'adesione trasversale». Proprio questo è uno dei punti centrali dell'incontro: la decisione dei sindaci degli altri partiti, come Tomasi che è esponente Fdi, ma anche di quelli civici, come De Mossi e Vivarelli Colonna, di sostenere l'iniziativa della parte leghista del tavolo.
All’orizzonte ci sono le regionali del 2020 e per riuscire nell'impresa occorre ottenere il miglior risultato possibile alle amministrative del 2019, quando saranno chiamati al voto 118 Comuni toscani tra cui Firenze, Livorno e Prato. Ogni partecipante alla cena si è preso così l'impegno di cercare consensi in quei centri delle rispettive province chiamati al voto. Conquistare quanti più Comuni nel 2019 permetterebbe inoltre di perseguire il secondo obiettivo sancito dal patto della bistecca: la scalata all'Anci Toscana, definito da Ceccardi il “poltronificio dei trombati del Pd”. «Noi come Comune di Cascina ne siamo usciti già da due anni, facendo risparmiare 12mila alle casse pubbliche» dice la sindaca, che non ha mai digerito quel patto con il governo Gentiloni secondo cui ogni comune avrebbe dovuto accogliere un tot di migranti. Ecco allora che anche la presidenza dell'associazione diventa un obiettivo fattibile per un centrodestra toscano unito.
Alla fine della cena, insieme al conto, è arrivato comunque un passo ufficiale, ovvero il tavolo di lavoro già immaginato durante l'estate. «L'idea che è emersa – racconta il grossetano Vivarelli Colonna - è quella di costituire un tavolo permanente per condividere i buoni progetti in cui ognuno può condividere con gli altri Comuni i progetti applicati nel proprio che hanno dato buoni risultati».
Sono venute fuori anche delle tematiche su cui concentrarsi, come la sicurezza, i rifiuti o le case popolari. Tematiche su cui i sindaci non sono scesi nel dettaglio, anche se sono stati affrontati in maniera approfondita. Sui rifiuti, ad esempio, il parere condiviso è quello di tornare per intero al pubblico. Stesso approccio pensato per il servizio idrico. Ma se questi argomenti saranno sviscerati in seno a questo tavolo permanente, l'interesse del centrodestra è rivolto agli appuntamenti elettorali, su cui Ceccardi vorrà giocare un ruolo da protagonista. Per la cronaca, quasi a voler schernire gli avversari, la cena si è tenuta al ristorante il Giglio Rosso.
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