Il Tirreno

Toscana

Bimbo ucciso, il padre spesso diventava una bestia. Ai carabinieri: «Mi sono seduto sul divano, poi il buio»

Mario Neri
Bimbo ucciso, il padre spesso diventava una bestia. Ai carabinieri: «Mi sono seduto sul divano, poi il buio»

Scarperia: il padre omicida ha problemi psichiatrici, dice di non ricordare. I vicini: «Morte annunciata, picchiava sempre la compagna». I genitori della donna accusano: «La giustizia non ce l'ha protetta, perchè?»

4 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Finora non era mai successo. Quella collera, il lupo che gli ribolliva nel petto e nella testa, e gli faceva digrignare il sangue e i pensieri fino ad offuscarli, non si era mai scagliato sui figli. L’altra sera no, l’altra sera le esplosioni di rabbia di Niccolò Patriarchi hanno compiuto un tragico salto di qualità. Gli accessi d’ira di cui soffre questo 34 enne di Figline Valdarno, informatico, si erano scatenati sempre solo contro Annalisa, la compagna.

VIDEO. La ricostruzione dell'omicidio

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.17254810:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/scarperia-uccide-il-figlio-di-un-anno-a-coltellate-la-ricostruzione-dell-omicidio/108510/110101]]

L’altra sera Annalisa Landi, madre dei suoi figli, è dovuta fuggire sul terrazzo con Michele. Un anno compiuto il 3 settembre, un pezzo di esistenza avvolto in un abbraccio che non è riuscita a salvare dalla furia che ogni volta spariva in un attimo. «Clic, era come un interruttore. Lo vedevi entrare in casa tranquillo. Dopo poco scoppiava l’inferno», racconta Maria, vicina della famiglia Patriarchi a Sant’Agata, frazione di Scarperia diventata una specie di simbolo di uno dei delitti più insopportabili, quello di un padre che recide la vita del figlio.

Ed ora quel clic nella testa, per cui Patriarchi era stato ricoverato in psichiatria più volte, è l’unica spiegazione che si danno anche i carabinieri di Firenze, la pista che guida le indagini coordinate dal pm Fabio di Vizio per dare un senso alla tragedia e alla linea rossa di un’inchiesta con cui autorità giudiziarie e istituzioni misurano anche le proprie responsabilità. «Già nella notte, quando lo abbiamo portato in caserma, era come se avesse rimosso tutto. Ora è in isolamento, ma dice di non ricordare nulla», racconta uno degli inquirenti. «Sono tornato dal lavoro e mi sono seduto sul divano. Poi, buio», ha ripetuto lui ai militari e al suo avvocato, Caterina Manni, dal carcere di Sollicciano. Non sa neppure di essere accusato di omicidio e lesioni aggravate.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.17254806:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2018/09/16/news/ridatemi-il-mio-bimbo-il-dolore-della-madre-nel-letto-dell-ospedale-1.17254806]]

«Ma non scherziamo. Questa storia si riduce a poche parole: dolore, morte annunciata, istituzioni», si sfoga Laura sul corso del paese. È un’amica e fino a un anno fa era anche una vicina di casa di Annalisa e Niccolò. Quando i Patriarchi abitavano ancora in via della Pieve, prima di comprare la villetta di pietre in via San Francesco, lungo il corso del Cornocchio. «La picchiava. Sentivamo le urla, le botte. Annalisa gridava, arrivavano i carabinieri, l’ambulanza. La riduceva in delle condizioni incredibili. Le dicevo: lascialo. Ma non è mai riuscita a farlo. Credeva che avrebbe smesso di curarsi e sarebbe impazzito».

A febbraio Niccolò era stato ricoverato all’ospedale di Borgo San Lorenzo, preda da anni di una patologia psichiatrica: una specie di sindrome bipolare che gli scatenava accessi d’ira, esplosioni di violenza improvvise. «Era tornato alla normalità, aveva anche trovato un lavoro stabile. Gli erano stati prescritti farmaci», dicono dalla Asl. Eppure a marzo era successo di nuovo. E i genitori di Annalisa confermano al legale, Massimiliano Annetta, che i litigi andavano avanti da anni ed erano proseguiti. Spesso per motivi banali, anche solo perché la cena non era pronta in tavola. Liti a cui i due figli, il piccolo di un anno e la più grande di 7, assistevano inermi. «C’erano state denunce, il Tribunale dei minori aveva avviato un decreto di allontanamento mai eseguito». A marzo per l’informatico era scattato anche un Tso, «ma poi nostra figlia lo aveva ripreso in casa, ma la giustizia non l’ha protetta. Perché?», è l’accusa che lanciano Mauro Landi e Michela Di Stefano, padre e madre di Annalisa, i primi l’altra notte a lanciare l’allarme. L’inchiesta dovrà far luce anche su questo. Perché l’altra sera lei è fuggita sul terrazzino, gli occhi negli occhi del compagno, e non più per proteggere solo se stessa. L’uomo che si era convinta di amare, aveva appena afferrato un coltello in cucina, e ora le sferrava colpi e lei sentiva il calore del sangue scenderle sulla fronte, il volto, e anche la schiena di Michele era diventata un lago. «L’abbiamo vista uscire sanguinante. Il piccolo non c’era. Stava facendo scudo alla bimba», racconta Lisa Cammelli.

VIDEO. Così i vicini

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.17254809:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/cronaca/bambino-di-un-anno-ucciso-a-coltellate-dal-padre-i-testimoni-i-genitori-litigavano-spesso/108518/110109]]

Era sul ponticello romanico a poca distanza da via San Francesco, strada di campagna poco lontano da Scarperia, paesino del Mugello che ora chiede giustizia e si incolpa e incolpa il mondo intero per non aver saputo proteggere una donna e i suoi figli, un piccolo mondo antico fatto di edifici rinascimentali, colline e pace in pochi minuti diventato un “inferno” di parole e visioni chiocce, dantesche. Quelle che Lisa dice di aver sentito gridare nel buio, mentre correva verso la casa di sassi. «Annalisa urlava “mi ha ammazzato il bimbo”. Niccolò era furioso: "non vi avvicinate o vi ammazzo, vi sparo", diceva. Era buio. Noi nascosti dietro le auto. E a un certo punto abbiamo sentito Mauro, il nonno del bimbo. “L’ha diviso in due”, ha gridato. E ora non riesco a togliermi quelle parole dalla testa, ci crede? Non ci riesco». Sì, Lisa. E come te, non riusciamo a spiegarlo.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web