Il Tirreno

Toscana

l’accoglienza in toscana 

Migranti, 3 milioni per integrarli Ma chi arriva non cerca il lavoro

ALESSANDRO BIENTINESI
Migranti, 3 milioni per integrarli Ma chi arriva non cerca il lavoro

Due progetti della Regione per i nuovi “profughi”: «Uno su 3 fugge da guerre e arriva per ragioni umanitarie. Qui ci sono più stranieri che in altre zone d’Italia»

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE

I migranti non arrivano più in Toscana in cerca di lavoro ma per ragioni umanitarie. E gli stranieri sono sempre più giovani: in media hanno 33 anni contro i 47 degli italiani, per un totale di oltre 400mila residenti registrati a fine 2017. Uno su tre, secondo i dati pubblicati dalla Regione Toscana, scappa da guerre, violenze e povertà. In particolare, per situazioni critiche in Nord Africa e Medio Oriente.

E mentre le prefetture di Pisa e Pistoia hanno chiuso nei giorni scorsi i centri di accoglienza la Tinaia di Cascina e quello di Don Biancalani a Vicofaro, la Regione ha approvato il 27 agosto due progetti di accoglienza, proposti dall’assessore Vittorio Bugli, finanziati in totale con 3 milioni di euro. Progetti passati praticamente sotto silenzio ma che sembrano voler favorire, da qui fino al 2021, una nuova idea di accoglienza. Abbandonando, forse, il modello di centri di accoglienza e Sprar.

I RICHIEDENTI ASILO

Sono 11.600 i richiedenti asilo titolari di protezione internazionale, ospitati, al 31 marzo scorso, in 810 strutture di accoglienza (Cas) e 22 progetti Sprar attivati dai vari enti locali. Si tratta del 7% dei 176.523 accolti a livello nazionale e il 3,3 per mille della popolazione regionale. Un quadro che, rispetto al passato, ha visto crescere in maniera esponenziale l’arrivo di migranti attraverso canali irregolari e che richiedono, secondo la Regione, nuovi progetti di integrazione e inclusione alla luce della crisi economica che ha ridotto in modo significativo la possibilità del loro inserimento nel tessuto economico toscano.

GLI STRANIERI IN TOSCANA

Secondo il report della Regione gli stranieri residenti in Toscana alla fine del 2017 sono 400.370. Quasi l’11% della popolazione regionale (la media italiana è dell’8,3%). Tra le province è Prato a detenere il primato della presenza straniera (quasi 17 su 100) per la massiccia presenza di cinesi, seguita da Firenze (12,8%).

IL PROGETTO SAVOIR FAIRE

Uno dei due provvedimenti messi in atto, finanziato dal ministero dell’interno con oltre 349mila euro, parte dall’elevato tasso di disoccupazione di questi cittadini stranieri: quasi il 18,6% del totale. Savoir Faire, nella delibera di giunta approvata il 27 agosto, «sceglie la via dell’inclusione economica e finanziaria, valorizzando competenze e inserimento lavorativo come elementi per la promozione della coesione sociale e dei processi di integrazione». In altre parole, i soldi saranno utilizzati per favorire l’incontro domanda-offerta di lavoro per stranieri, aumentando la capacità dei migranti di far conoscere le proprie conoscenze e qualità (da qui savoir faire) da presentare, poi, a eventuali datori di lavoro. Un ruolo fondamentale avranno in tal senso le agenzie di lavoro interinali o simili.

I PIANI PER LA FORMAZIONE LINGUISTICA

Uno dei limiti maggiori individuati dalla Regione Toscana per l’inserimento dei migranti in fuga da guerre e povertà è l’ostacolo linguistico. Per questo la giunta ha approvato un avviso per la presentazione di progetti da finanziare per un totale di 2.687.644 euro. Divise in tre aree: la prima legata alle azioni formative e servizi complementari per un budget compreso tra il milione e 800mila euro e i 2 milioni e 400mila euro. I restanti finanziamenti, compresi tra 268mila e 806mila euro, per il supporto gestionale e servizi strumentali. Un investimento importante perché la conoscenza dell’italiano è fondamentale per il mantenimento delle condizioni di soggiorno regolare nel territorio nazionale.

ALESSANDRO BIENTINESI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web