Bonafé-Gelli: un ticket inedito alla guida del Pd toscano
Ilaria Bonuccelli
Accordo in corso per il congresso e la segreteria del partito regionale
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FIRENZE. Simona Bonafé e Federico Gelli. Un ticket. Una gestione collegiale, di nuovo. Una squadra. Di nuovo. La parlamentare europea e l’ex deputato. Eccolo l’accordo per il Pd toscano. Il tentativo di non far sbriciolare quello che resta del partito sotto i colpi (di coda) delle correnti, in vista del congresso d’autunno che potrebbe anticipare la sconfitta (ennesima) alle amministrative di primavera: Firenze, Prato. E poi alla Regione.
I diplomatici silenziosi (come Stefano Bruzzesi, ex responsabile enti locali del Pd regionale) sono al lavoro per concludere l’accordo entro stasera.
I nodi da sciogliere non sono pochi: 1) far accettare a molti, alla maggioranza (se non proprio a tutti) il nome di Simona Bonafé come leader del Pd in Toscana; 2) convincere Gelli che Simona Bonafé segretaria o coordinatrice non significa gestione solitaria, ma collegiale perché per lui nella dirigenza del partito c’è un ruolo di primo piano (da definire entro stasera); 3) far accettare una vittoria dei renziani, senza che passi per una stravittoria, visto che la precedente dirigenza toscana viene imputata delle sconfitte elettorali degli ultimi anni.
Alcune operazioni sono, o almeno appaiono, più semplici di altre. Simona Bonafé è sicuramente una renziana di ferro. Tuttavia è rimasta al di fuori dei litigi che hanno caratterizzato la prima parte della corsa congressuale. Soprattutto della rincorsa al congresso. Inoltre ha da spendere un credito personale: soprattutto il titolo di candidata più votata in Italia alle Europee 2014 per numero di preferenze ottenute in una singola circoscrizione (era capolista per il Pd nella circoscrizione Italia Centrale, nella quale era inserita pure la Toscana). Quindi, il suo è un nome su cui potrebbero esserci opposizioni timide. Tanto più che non è mai stata neppure proposta come candidata renziana alternativa a Federico Gelli.
Poi, c’è Gelli, appunto. L’ex parlamentare, già responsabile Sanità del Pd, è rimasto fuori dal Parlamento per scelta di Renzi al momento della compilazione delle liste. E oggi ha bisogno di garanzie che, in un accordo politico sul congresso e sulla segreteria, il suo ruolo nella dirigenza sarà di peso. Così non avrà bisogno di ritirare la candidatura, non ufficialmente, perlomeno. Perché chi andasse a votare come segretaria Pd per la Toscana saprebbe di votare, in realtà, il ticket Bonafé-Gelli. Al di là di quello che ci può essere scritto sulla scheda. Questo dovrebbe essere il senso dell’incontro fra Gelli e Renzi di cui ha dato notizia, per prima, La Repubblica.
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