Il presidio
Il senatore M5S: "A volte Salvini è puerile, ma sulla Diciotti i diritti umani sono stati rispettati"
Il parlamentare viareggino Gianluca Ferrara: "Chi grida oggi alla violazione della Costituzione mi fa pensare alla parabola della pagliuzza e della trave. Il sostegno al vicepremier è un atto dovuto, ora riformiamo l'Europa ipocrita e sorda"
LIVORNO. Dice che a volte il sovranista è puerile. O meglio «usa una semantica puerile e fuoriluogo». Ma sulla Diciotti «i diritti umani sono stati rispettati». Dunque l’inchiesta su Matteo Salvini è solo «un atto dovuto». Il governo gialloverde non è in crisi, giura Gianluca Ferrara, senatore viareggino dei Cinquestelle. Blogger ed editore da sempre molto sensibile agli ultimi, Ferrara questa volta non è stato scosso dai 150 tenuto per giorni bloccati sulla nave della Marina nel porto di Catania e sbarcati soltanto ieri, sabato 25 agosto.
Senatore, nel 2016 Di Maio chiese le dimissioni immediate per Alfano finito sotto inchiesta per abuso d’ufficio. Adesso Salvini è indagato per sequestro di persona, arresto illegale, abuso di ufficio. Eppure dite “resti al suo posto”. Perché questa doppia morale?
«Non si tratta assolutamente di doppia morale. L’accostamento a mio avviso non è pertinente, non siamo di fronte ad appalti e tangenti; in questi giorni il governo si stava sforzando di fare un massaggio cardiaco a quell’Unione Europea che dal Consiglio d’Europa aveva promesso una redistribuzione dei migranti in tutto il continente. Quello verso Salvini è un atto dovuto, si tratta di una scelta dell’intero governo».
E se Salvini fosse davvero tentato di tornare alle elezioni, come raccontano alcuni retroscena, e stracciare così il contratto. Il M5S accetterebbe questo ricatto?
«Non c’è alcun ricatto dato che poi siamo la prima forza politica del Paese. Io credo che Salvini non voglia e non abbia interesse ad andare alle elezioni, questo governo è compatto e gli italiani lo sanno bene, dato che lo appoggiano come raramente è accaduto nella storia repubblicana».
In un video su Fb ha detto che non si può parlare di un problema complesso come quello dell’immigrazione commentando un singolo caso come la Diciotti. Perché?
«Perché il fenomeno migratorio è molto articolato e delicato, io non ero e non sono disponibile a semplificarlo facendomi arruolare tra coloro che erano favorevoli a far scendere i migranti dalla Diciotti oppure no, per poi ignorare e disinteressarsi di cosa accade dopo. Qui stiamo parlando di persone che soffrono, che hanno subito violenze inenarrabili e che sono vittime di disegni di geopolitica complessi che non si possono sintetizzare in un video di pochi minuti o un articolo di pochi caratteri. Capisco che viviamo il tempo del pensiero breve ma semplificare certi argomenti è impossibile, chi vuole approfondire può trovare miei contributi video e cartacei».
Da editore, blogger e commentatore è sempre stato molto attento ai diritti umani. Cosa ha pensato vedendo più di 150 persone tenuti in ostaggio per giorni su una nave? È stato tutto normale e accettabile?
«Le persone in difficoltà sono state subito tutte fatte scendere e chi era sulla nave ha ricevuto tutte le cure fisiche e psicologiche necessarie, chi afferma il contrario mente. Sulla Diciotti i diritti umani erano inferiori a quelli che i migranti avrebbero trovato in lager voluti dalla “sinistra” tipo quello del Cara Mineo? Oppure in un campo dove sono trattati da schiavi raccogliendo pomodori per dodici ore al giorno per pochi spiccioli? Oppure in alcune cooperative che lucrano sui migranti trattandoli in maniera disumana? Io ciò che trovo inaccettabile, proprio perché credo nei diritti degli ultimi, è che queste faccende siano strumentalizzate. La nave Diciotti è diventata un set dove politici ipocriti sono sfilati per recuperare un consenso che gli italiani gli hanno tolto. Il tutto sulle spalle di questi poveri cristi».
Dice: dobbiamo fermare il business dell’immigrazione. Per farlo, dobbiamo rinunciare ai diritti umani?
«Oggi, paradossalmente, se si ferma il business dell’immigrazione si rispettano i diritti umani. Io credo che la sofferenza umana travalichi logiche di bottega, interessi di partito o di giornale. Se vogliamo rispettare i diritti umani dobbiamo domandarci: chi ha voluto la guerra in Libia? Chi sfrutta l’Africa? A chi conviene abbassare il costo del lavoro ed innescare questa nefasta guerra tra poveri? E soprattutto: chi ha governato fino ad oggi perché ha permesso tutto ciò?»
Le pare che i nostri valori repubblicani e costituzionali siano stati rispettati a Catania?
«I nostri valori costituzionali sono stati sporadicamente rispettati negli ultimi settant’anni. Trovare collegamenti con il caso di Catania mi fa pensare alla parabola evangelica della pagliuzza e della trave».
Saviano ha lanciato un appello: rompete il silenzio. Molti del M5s hanno tradito malumori, ma nessuno è uscito allo scoperto. Perché?
«Personalmente reputo sovente puerili e fuori luogo le parole utilizzata dal ministro degli Interni, tuttavia sposo in pieno le scelte del governo, la necessità di far prevalere gli interessi del nostro Paese in un Ue sorda e ipocrita. Circa il M5s si tratta di una forza politica di oltre il 30% e sarebbe inquietante se non ci fossero sfumature e idee diverse, ma io sento di affermare che non esistono i presupposti per mettere in difficoltà la nostra compattezza e chi tenta di creare delle crepe ci rafforza ancora di più».
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