Il Tirreno

Toscana

agricoltura 

Rivolta contro Rossi «Vietare il glifosato ucciderà le aziende»

Il governatore vuole tagliare i fondi a chi utilizza il diserbante dopo una condanna in Usa Mati ( agricoltori): è un editto che dà credibilità ai complottisti

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO

Stop ai finanziamenti regionali per le aziende che utilizzano glifosato, chi farà ancora uso del diserbante finito sotto accusa in California come cancerogeno «sarà escluso dai premi del Piano di Sviluppo Rurale», ha dichiarato due giorni fa il governatore Enrico Rossi commentando una sentenza Usa che ha condannato la Monsanto, la multinazionale da poco passata alla tedesca Bayer. «Faremo un provvedimento», ha detto Rossi, invitando il governo a vietarlo. Ma subito il mondo dell’agricoltura si rivolta. Francesco Mati, presidente dei florovivaisti di Confagricoltura Toscana, bolla quello di Rossi un «editto» che metterebbe a rischio molte aziende. «Dispiace che il presidente emetta un editto vietando l’utilizzo del glifosato in Toscana. Così si rischia di danneggiare irreparabilmente centinaia di aziende senza alcuna ragione, ma solo sulla base di un’impressione. Ci immaginiamo – aggiunge Mati – che presto arriveranno editti simili per proibire anche il consumo della carne rossa e del caffè visto che entrambi fanno parte della stessa tabella di presunta pericolosità cancerogena del glifosato. L’invito a tutti è di usare il buon senso – spiega Mati – ed evitare scelte irreversibili che potrebbero causare danni, diretti o indiretti, alle aziende florovivaistiche e agricole in genere. Non c’è alcun fondato motivo scientifico che giustifichi» un divieto poiché «l’elemento potenzialmente cancerogeno è un additivo e non il glifosato su cui sono state fatte migliaia di indagini e ricerche senza alcuna conclusione certa sulla sua presunta minaccia cancerogena». Per Mati Rossi così «dà credibilità al complottismo». Eppure Rossi non è il primo ad invocare uno stop. Dopo la sentenza Usa ieri ha esultato il presidente della Calabria Mario Oliverio («Siamo stati i primi a vietarlo») e il ministro dell’agricoltura Gian Marco Centinaio ha parlato di un verdetto «che deve farci riflettere», sostenendo i produttori del prosecco nel nord est che lo hanno messo al bando. Nel frattempo, in borsa ieri il titolo Bayer, che nei mesi scorsi aveva acquistato la Monsanto a 63 miliardi di dollari, è crollato del 10% bruciando quasi 9 miliardi di euro di capitalizzazione. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino