Vaccini obbligatori, Toscana si prepara ad andare alla Consulta
Rossi: «Contro lo Stato ci rivolgeremo Corte costituzionale» Ma la legge regionale slitta a dopo l’inizio delle scuole
firenze
Pronti ad andare fino alla Corte Costituzionale per difendere l’obbligo di vaccinazione dei bambini. Enrico Rossi, presidente della Regione, annuncia a Radio1 (alla trasmissione Radio Anch’io) che la Toscana vuole alle materne e ai nidi bimbi “protetti”. E ricorda che la Toscana ha pronta (nel cassetto) una legge sull’obbligo vaccinale. Che «sarà portata in consiglio regionale» per il voto «prima possibile», specifica il presidente dell’assemblea, Eugenio Giani. Solo che il prima possibile non sarà prima di settembre. E, di sicuro, non prima dell’inizio delle scuole. Non dei nidi né delle materne.
A domanda precisa, Giani risponde: «Quanto prima è quanto prima. Non abbiamo ancora una data precisa, perché deve essere la conferenza dei capigruppo a stabilire quando discutere la legge in aula. E la prima riunione dei capigruppo è prevista per i primi giorni di settembre». Un po’ tardi per votare la legge sull’obbligo vaccinale prima dell’inizio delle scuole.
Su un dato ha ragione Rossi: le Regioni possono legiferare in materia di obbligo vaccinale per i bambini da 0 a 6 anni, perché siamo nell’ambito delle scuole non dell’obbligo. E quindi la competenza non è esclusiva dello Stato. Tuttavia, c’è una questione che non è chiara: come si fa a introdurre l’obbligo di vaccinazione per chi è già iscritto (e non è vaccinato) grazie all’esenzione consentita da una legge dello Stato? L’obbligo di vaccinazione può intervenire in fase successiva all’iscrizione, in caso di approvazione della legge regionale? In che modo? Escludendo i banbini non vaccinati, ma già ammessi? E quindi negando un diritto riconosciuto in un primo momento?
A queste domande ancora non ci sono risposte. Rossi ribadisce che «in Toscana avevamo già predisposto una legge per la copertura vaccinale, l’avevamo già mandata in consiglio, poi è interventuta la legge nazionale e l'abbiamo tenuta ferma. Ma in caso di rinvio dello Stato procederemo all’approvazione. Tuttavia penso che un paese-Arlecchino (con regole diverse a secondo delle Regioni, ndr) dovremmo evitarlo su questo tema, perché poi come sempre a rimetterci sono le regioni più in difficoltà generalmente le regioni del Sud». Perciò la Toscana valuterà «bene quello che uscirà dal Parlamento sull'eventuale rinvio e se ci sono le condizioni faremo ricorso alla Consulta. " ento parlare di “obbligatorietà flessibile”, ma con gli ossimori non si governa». E attacca M5S per il «ripiego» sulle vaccinazioni iniziato dalla ministra alla Salute Giulia che aveva « depotenziato l'obbligo con l'autocertificazione e ora si rimanda di un anno l'obbligatorietà. I pareri scientifici sono tutti d'accordo sulla necessità di vaccinare - ricorda Rossi - e in Toscana con convenzione possono procedere anche i pediatri. Abbiamo anche l'anagrafe vaccinale regionale che ha consentito alle autorità scolastiche di venire sul sito e vedere la posizione dei propri istituti». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google