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«Saremo uno dei più grandi poli dell’acciaio in Europa»
Jindal debutta in Toscana Due forni elettrici (forse 3) dal 2020 e l’arrivo dei semi lavorati entro agosto. Ma non dà dati precisi sull’occupazione
piombino
Tutti gli occhi erano puntati su di lui. Sguardi di fiducia e voglia di riscatto, ma, nello stesso tempo, volti segnati da una crisi che, anno dopo anno, ha martoriato il tessuto sociale cittadino, colpendo il cuore industriale di Piombino e lasciando un segno nell’anima della comunità. Ora la speranza di rialzare la testa ha un nome: Sajjan Jindal. Completo chiaro e volto pulito, ieri il magnate indiano e amministratore delegato di Jsw Steel, azienda che ha acquistato le acciaierie di Piombino sottoscrivendo anche l’accordo di programma con le istituzioni, ha incontrato gli operai al teatro Metropolitan, icon alcuni membri del gruppo e rappresentanti delle istituzioni.
«Vi garantisco che Piombino diventerà uno dei più importanti poli produttori di acciaio a livello europeo», dice Jindal, rivolgendosi a una platea al completo. Il primo passo, in tal senso, sarà la partenza dei treni di laminazione «con l’arrivo della prima nave di blumi (semilavorati siderurgici) previsto per la seconda metà di agosto», aggiunge l’ex ad di Aferpi Fausto Azzi. Nei prossimi 18 mesi Jsw lavorerà a uno studio di fattibilità per realizzare nuove strutture «in grado di colare acciaio – prosegue Azzi - e saranno, nello stesso tempo, studiate le attività di demolizione per poter liberare le aree. Tutto questo entro il 2019, ma la speranza è di riuscire a concludere anche prima». La seconda fase del piano, in avvio nel 2020, prevede invece la costruzione di due forni elettrici in grado di produrre circa 3 milioni di tonnellate di acciaio all’anno e, eventualmente, «la creazione di un terzo forno», conclude Azzi. Sull’occupazione, Jindal non fornisce dati precisi e ammette: «Non voglio fare troppe promesse. Credo che dobbiamo lavorare e fare progressi, per poi capire come le cose si sviluppano e crescono». Secondo Fausto Fagioli, segretario Fim Livorno che parla anche a nome di Uilm e Fiom , «siamo consapevoli che il piano di Jindal richiede tempo. Abbiamo dunque chiesto un incontro al ministro Luigi Di Maio per avere garanzie sugli ammortizzatori». —
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