Il presidio
A Massa l’ex di Forza Nuova è capo di gabinetto del sindaco
Persiani sceglie Pepe che militava in Lotta Studentesca, la gioventù “fascista”. E sull’assessore Baratta (ex Pd) polemiche per le frasi contro il giornalista ebreo
MASSA. Lui, il sindaco di Massa Francesco Persiani, i tratti distintivi dell’uomo della destra liberale ce li ha. Per il profilo professionale - avvocato e presidente della Camera penale apuana - e per quello personale. Mai fuori dalle righe, mai iracondo, immagine, quasi iconografica, di padre e marito: sempre accompagnato in pubblico da moglie e figlie. È la scelta del suo staff che lo “tradisce” e colloca oltre i confini della destra liberale l’amministrazione massese.
Al vertice di quell’amministrazione, Persiani ha scelto il trentunenne Daniele Pepe. È lui il capo di gabinetto, il referente dell’intera macchina amministrativa. Un passato in Lotta studentesca (la giovanile di Forza Nuova), Pepe è balzato agli onori delle cronache nel 2010 per un incontro di cui è stato promotore sulla pillola abortiva e a cui partecipò anche il forzanovista Roberto Fiore. Un incontro durante il quale volarono parole pesanti nei confronti delle donne di sinistra che contestavano. Oggi Pepe, rassegnate le dimissioni dalla vice segreteria regionale dell’Ugl, il passato non lo rinnega e ammette: « Quello in Lotta studentesca è stato, nel bene e nel male, un passaggio che mi ha formato». Ma ci tiene a sottolineare che «con Forza nuova è finita quando aveva 24 anni». Perché oggi rimane «uomo di destra - così si definisce - ma di una destra di governo». Di una destra che amministra e in cui lui occupa una posizione apicale, nonostante l’atto formale delle sua nomina sia ancora in definizione: «So che mancava un passaggio tecnico» ammette lo stesso Pepe.
Rompe con il profilo di una destra massese contenuta e mai sbracata, anche il caso Pierlio Baratta. Ex Pd, Baratta è il protagonista di una conversazione con il Demone Scimmia, alias Luca da Cuneo, ex “interlocutore” della trasmissione radiofonica “La Zanzara” di Radio24. Quella conversazione, in cui si parla ampiamente di gangia (marjiuana), pubblicata sul canale Youtube del Demone, è nel mirino non tanto - o non solo - per le divagazioni su droga e liberalizzazioni quanto per il silenzio dell’assessore Baratta alle definizione del Demone che, parlando del giornalista della Zanzara David Parenzo, lo appella come “ebreo del c...o». Ora quella conversazione finirà all’attenzione della Camera. È a Montecitorio, infatti, che l’onorevole Martina Nardi (Pd) presenterà un’interrogazione: «Baratta sostiene che bisognerebbe inquadrare Parenzo secondo la fisiognomica lombrosiana, come un rettile. Questo ci riporta ai tempi bui della storia italiana». Non solo toni razzisti, ma anche - sottolinea la deputata- «preoccupanti consigli su droghe legalizzate, dichiarando di “svapare (fumare) cbd (cannabidiolo ndr ) puro” e di “aver assaggiato prodotti superiori a quelli di piazza”, sperando che “venga legalizzato tutto”». Una conversazione quella di Baratta in cui si fa riferimento anche ai temi economici e «agli speculatori finanziari che - scrive Martina Nardi - secondo l’assessore al bilancio avrebbero bisogno di entrare in contatto con i governi per ottenere informazioni privilegiate».
Baratta la conversazione la conferma: spiega, in un post, che il Demone scimmia è una persona che «ha bisogno di comprensione». Ribadisce che il cannabidiolo è legale e disponibile in tabaccheria. E sugli ebrei alza i toni: «Non accetto lezioni. Mio nonno ha subìto la deportazione ed è stato insignito dell’ onorificenza al merito delle Repubblica. Sono pronto ad un confronto sui temi con la Nardi». Profilo liberale scalfito per la giunta apuana. Potrebbe tentare di ricomporlo il sindaco domenica 29, però, irraggiungibile. —
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