Il Tirreno

Toscana

«Surfando sulle onde ho salvato una vita»

ANNA CECCHINI
«Surfando sulle onde ho salvato una vita»

Tancredi, 12 anni, ha imparato a domare il mare in Messico. «Con la corrente mi ha aiutato aver guardato Point Break»

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ROSIGNANO. «Mi piacciono le onde, mi emozionano perché mi fanno vedere il mare in modo diverso rispetto a quando è calmo, anzi, come si dice da noi, quando è “patana”». Tancredi si corregge subito, e da buon livornese usa il termine che all’ombra dei Quattro Mori indica una distesa marina piatta come l’olio. Ha 12 anni Tancredi Mazzei, li ha compiuti lo scorso 16 luglio, e sei giorni dopo, come fosse un regalo del destino, ha salvato un uomo che rischiava di annegare. E lo ha fatto a bordo della sua tavola da surf, che dall’estate scorsa è diventata il mezzo attraverso il quale naviga tra le asperità dell’esistenza. Perché il sogno di questo dodicenne eroe, con gli occhi colmi di un’allegria bambina, è proprio domare il potere delle correnti ben saldo sul suo legno.

Tancredi è nato e vive a Washington dove i genitori, livornesi doc, si sono trasferiti quindici anni fa per motivi di lavoro. Le sue estati, però, sono tutte in Toscana, nella sua Livorno. Ieri con i genitori e le due sorelle minori era in barca a Capraia, e sebbene le onde non ci fossero il 12enne è partito armato di tavola e body. Perché bisogna essere preparati, non si sa mai che il dio Nettuno possa svegliarsi e regalare l’onda perfetta proprio a poche decine di miglia da casa. «Mi sono appassionato al surf – racconta Tancredi – l’estate scorsa. Era una giornata di mare grosso ed eravamo a Chioma. Per caso ho preso un’onda con un body e mi sono divertito come un pazzo. All’improvviso ho trovato la mia passione». Da allora trepida in attesa delle mareggiate. «I miei – dice – mi hanno portato a Puerto Escondido, in Messico, dove per una settimana ho surfato tutti i giorni. È stato fantastico, ora sogno di andare alle Hawaii e a Tahiti, un paradiso per chi fa il mio sport». Perché anche se ha solo 12 anni questo ragazzino dai capelli biondi e scarruffati cerca l’onda perfetta. Quella che ti investe e ti trascina verso la riva, ma che riesci a guidare come se il corpo fosse tutt’uno con il mare. Mostrando di saper tenere a bada la forza imperiosa della natura.

Questo è il sogno di Tancredi, che durante l’inverno a Whashington deve giocoforza sopire la sua passione per le correnti marine e così ne approfitta per informarsi sui segreti della tecnica del surf. «Sai cosa faccio? – racconta – guardo i video dei miei idoli del surf. Tipo Leonardo Fioravanti, che tifo perché è italiano. E poi mi piacciono un sacco Kelly Slater, per 11 volte campione del mondo di surf, e Jeimie O’Brien che non solo è un grande sportivo, ma quando surfa si diverte. È pazzesco vedere come gioca con le onde, riesce anche a portare un’altra persona sulla tavola».

L’ultimo ripasso teorico dei segreti del surf Tancredi l’ha fatto sul volo che da Washington l’ha portato in Italia, all’inizio dell’estate. Durante la traversata ha visto Point Break, e in un attimo il film cult dei surfisti di tutto il mondo è diventato la sua Bibbia di sportivo. «È fantastico – ripete, con l’adrenalina che gli increspa il tono della voce – non lo avevo ancora mai visto». Insomma, da quando l’anno scorso Tancredi ha scoperto la sua voglia di giocare con le onde, non ha mai smesso di dedicarsi cuore e mente alla sua passione. E alle Spiagge Bianche di coraggio ne ha mostrato tanto. Così, a due giorni dal salvataggio, assicura di aver riflettuto sulle correnti di quel giorno: «Ho salvato una persona – conclude – e non con il mare piatto, ma con una corrente strana. Motivo di più per essere orgoglioso di me». —

ANNA CECCHINI.

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