Il Tirreno

Toscana

i nostri soldi 

Benzina, da abolire l’imposta regionale

Benzina, da abolire l’imposta regionale

L’Europa dichiara illegittimo il balzello da 2 centesimi La Toscana: «Istituita dallo Stato, non possiamo agire» 

2 MINUTI DI LETTURA





firenze. La lettera di “costituzione in mora”. è di qualche giorno fa: del 19 luglio. La Commissione Europea vuole che l’Italia, entro due mesi, elimini l’imposta regionale sulla benzina. Vale circa 2 centesimi a litro e anche i toscani la pagano da gennaio 2012, da quando venne istituita dal governo Monti. Ma proprio perché è stata istituita dallo Stato - spiegano dalla Regione - non può essere la Toscana «a modificarla, abolirla, ridurla». Ci deve essere una legge dello Stato che entro il 18 di settembre elimina questo balzello dal costo del carburante.

L’unica imposta regionale aggiunta in modo autonomo dalla Toscana sulla benzina risale al 2012: l’accisa fu istituita per far fronte all’emergenza delle alluvioni in Lunigiana e all’isola d’Elba. Venne tenuta in piedi per 9 mesi e in quel lasso di tempo la Toscana incassò circa 20 milioni finalizzati alla ricostruzione.

Invece i 2 centesimi che gli italiani pagano da 6 anni su ogni litro di benzina (come accise regionale) secondo la Commissione europea è contraria ai principi fondanti dell’Unione: servirebbe a obiettivi di riequilibrio di bilancio.

Da qui la richiesta dell’abolizione dell’Irba (Imposta regionale sulla benzina per autotrazione) con la lettera di messa in mora. Secondo la Commissione «l'Irba non ha finalità specifiche ma unicamente di bilancio, contravvenendo quindi alle norme dell'UE (articolo 1, paragrafo 2, della direttiva sul regime generale delle accise 2008/118/CE del Consiglio). Perciò se l'Italia non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità italiane».

In sostanza, l’Unione Europea fa presente che l’Italia non può utilizzare questa imposta regionale per finanziare in minima parte il Fondo sanitario nazionale che poi viene ridistribuito anche alle Regioni. Se l’Irba venisse cancellata, lo Stato dovrebbe trovare un modo per re-integrare questa entrata (in modo da non tagliare i trasferimenti sanitari alle Regioni). Sempre che non decida di resistere contro l’Unione. E di contestare la messa in mora. O l’eventuale sanzione che ne seguisse. Anche in questo caso, però, sarebbe solo il governo centrale a essere titolato ad opporsi. Le Regioni non hanno alcun titolo a opporsi alle decisioni dell’Europa. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani