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La commissione d’inchiesta «Fiesoli torni in carcere»
Il presidente Bambagioni scrive ai ministri della giustizia e del lavoro: «La cooperativa sia commissariata per evitare il fallimento»
FIRENZE. Caso Forteto. Il presidente della commissione regionale d'inchiesta Paolo Bambagioni (Pd) manda due lettere al ministro del Lavoro Luigi Di Maio e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede con il sostegno del vicepresidente Andrea Quartini (M5S) e del presidente dell'associazione “Vittime del Forteto” Sergio Pietracito.
Al ministro del Lavoro chiede il commissariamento della cooperativa per evitare il fallimento. Al ministro della Giustizia chiede che mandi gli ispettori per chiarire perché il fondatore Roberto Fiesoli, già condannato per maltrattamenti e abusi sessuali a 15 anni e 10 mesi di carcere, sia stato scarcerato. Si chiede inoltre una nuova commissione d’inchiesta parlamentare, che avrebbe gli stessi poteri della magistratura. Inoltre spunta fuori il documento-accusa di uno dei soci fondatori della cooperativa, Gino Calamai, da anni fuori dal sistema. Dice che dal 2016 il manager Marco Aiazzi stava cercando di ristrutturare la cooperativa, ma gli uffici l'hanno bloccato. Dice che il nuovo consigliere delegato vicino alla Lega delle Cooperative, Mauro Boscherini, impedisce il cambiamento. Ma le accuse non finiscono qui. «I membri della comunità occupano tutti gli immobili della cooperativa a un prezzo di affitto ridicolo». Cosa consentita solo a loro. E al Forteto comanderebbero sempre gli stessi: il teologo Goffredi è ancora socio finanziatore; Pezzati gestirebbe ancora tutta l'attività. Bambagioni, invece, lancia i sospetti sull'ex-ministro Poletti e il giudice Maria Cannizzaro. Su Poletti. «Il commissariamento della cooperativa, richiesto dal governo Letta, è finito nel cassetto con l'arrivo al ministero del Lavoro di Poletti, ex vicepresidente di Legacoop, cui aderisce il Forteto». Su Maria Cannizzaro. «Ad accogliere l'istanza di ricusazione di Bouchard, il presidente del collegio chiamato a giudicare Fiesoli e gli altri imputati, nel luglio 2014 fu, tra gli altri, Maria Cannizzaro, giudice della Corte d'appello in passato componente e presidente del Tribunale dei Minori di Firenze, certo non estranea al caso del Forteto. Una coincidenza. Fortunatamente la decisione fu rivista dalla Cassazione». —
SAMUELE BARTOLINI.
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