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Al via la sperimentazione delle pistole Taser: scariche di 5 secondi per stordire
Lara Loreti
Trenta dispositivi elettrici in dodici città tra cui Firenze dopo il via libera del Viminale: «Ottimo deterrente». La persona colpita resta immobilizzata. Efficace se in uso dai 3 ai 7 metri dal bersaglio
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ROMA. Trenta pistole elettriche, dodici città, tre corpi coinvolti: polizia, carabinieri e guarda di finanza. L’impiego del Taser (l’acronimo sta per “Thomas A Swifts Eletronic Rifle” cioè “il fucile elettronico di Thomas” che era il protagonista di uno storico fumetto di fantascienza) per le forze dell’ordine era nell’aria già da qualche mese, ma il decreto del via libera è stato firmato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini mercoledì.
Una sperimentazione i cui dettagli operativi devono ancora essere resi noti dal Viminale. Intanto il vicepremier leghista parla di «importante deterrente soprattutto per gli operatori della sicurezza che pattugliano le strade e possono trovarsi in situazioni border line». Ma c’è chi, come Amnesty International, mette in evidenza che il dispositivo può essere letale: secondo l’organizzazione dal 2001 il numero delle morti correlate alle taser sarebbe superiore al migliaio.
1. Che cos’è
Il taser è una pistola elettrica, definita “arma propria”, che serve per immobilizzare o stordire una persona ritenuta pericolosa. Il modello scelto per le forze dell’ordine italiane è la X2 del Taser, prodotto dalla società americana Axon. La pistola, tramite due fili conduttori, spara due “dardi” che trasmettono una scarica elettrica di 5 secondi. Impulsi che possono essere inviati più volte. Raggiunge la massima efficacia se usata dai 3 ai 7 metri dal bersaglio. Gli effetti sulla persona colpita variano a seconda della parte (pelle o indumenti) raggiunta. I vantaggi nell’uso del dispositivo sono legati al fatto che il taser ha un minore impatto rispetto alla pistola sul soggetto colpito. Certo, però, deve essere usato con cautela. Va inoltre ad aggiungersi ai già numerosi strumenti a disposizione dagli agenti che lavorano per strada.
2. Dove
Le città dove partirà la sperimentazione sono undici più una: Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi. Da ieri nell’elenco c’è anche Genova. Ai trenta i dispositivi che il Viminale dovrà acquistare, potrebbero aggiungersene altri: dipende da come andrà la sperimentazione. Per quanto riguarda l’estero, oltre agli Stati Uniti, il taser è in dotazione alle forze di polizia di 107 Paesi, tra cui Canada, Brasile, Australia, Nuova Zelanda, Kenya e in Europa in Finlandia, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Grecia e Regno Unito.
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3. Il caso Genova
C’è anche il capoluogo ligure tra le città in cui partirà la sperimentazione sui taser. Un’aggiunta, rispetto all’iniziale elenco di undici città reso noto dal Viminale, su cui si è consumato un mini-caso politico. Salvini aveva promesso l’introduzione del taser a Genova nel corso della sua ultima visita nella città, il 15 giugno scorso, a pochi giorni dall’uccisione di un giovane ecuadoriano da parte di un agente, durante un intervento delle volanti in cui era anche rimasto ferito un poliziotto. Ma nella prima lista il capoluogo ligure non c’era: una “mancanza” sottolineata da due deputati forzisti, Roberto Cassinelli e Roberto Bagnasco, che hanno attaccato Salvini per «essersi dimenticato di Genova». A fare da mediatore ci ha pensato il governatore Giovanni Toti, che ha telefonato al ministro. Dopo poco è arrivato l’annuncio di Salvini: «Nessuna dimenticanza, noi manteniamo gli impegni presi. La sperimentazione dei taser coinvolgerà da subito anche la città di Genova».
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4. Quando
Per il momento non sono noti i tempi di introduzione dell’arma nella dotazione delle forze dell’ordine. «La fase sperimentale – dicono al Viminale – seguirà un disciplinare che un apposito gruppo interforze sta mettendo a punto e sulla base del quale saranno formati le donne e gli uomini delle forze dell’ordine coinvolti nella prima fase di utilizzo».
5. Mercato clandestino
Il porto di taser è vietato nel nostro Paese, ma su internet prolifera il mercato nero e una pistola elettrica si può trovare da 30 euro.
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