Il Tirreno

Toscana

Fiori, arte e tutta Firenze in uno sguardo

di Gabriele Rizza
Fiori, arte e tutta Firenze in uno sguardo

Villa Bardini offre un panorama unico sulla città, mostre di altissimo livello e ci regala un giardino spettacolare

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FIRENZE. Fiesole, Settignano, Bellosguardo, Forte Belvedere e naturalmente Piazzale Michelangelo. A ognuno il suo panorama su Firenze. Ma c’è un altro punto di vista che li supera tutti. Non per l’estensione ma per la vicinanza. Per il colpo d’occhio che fotografa e mette subito a fuoco quello che gli sta davanti. È un luogo più appartato, più silenzioso, meno conosciuto. Non solo dai turisti ma dagli stessi fiorentini. Anche se in fondo è il più facile da raggiungere. Appena superato Ponte Vecchio, prendendo per Costa San Giorgio. Poche centinaia di metri, un po’ di fiatone ma ne vale la pena. È Villa Bardini, l’affaccio su Firenze più suggestivo e sensazionale che si possa immaginare.

Lo sguardo plana morbido, il fiume, i monumenti, le cupole, le chiese, le torri, i palazzi, ne inquadra i profili e sembra quasi di poterli toccare. La città respira ma i rumori sono lontani. L’inquadratura è perfetta. Solcata da ombre macchiaiole e riverberata nelle stradine e nei muri di Ottone Rosai. Nata, nella prima metà del Seicento, come Villa Manadora, dal nome del committente, Francesco Manadori, la costruzione sfruttava il naturale declivio della collina, a ridosso delle mura medievali. Vari proprietari si succedettero nel corso dell’Ottocento. E con la villa anche il parco si trasformava. Assumendo via via un nuovo aspetto, rinascimentale, barocco, all’italiana, anglo-cinese.

Quello odierno, dominato da una scenografica scalinata, è il frutto di tutti questi interventi, riconducibili a una ripartizione dello spazio verde, siepi, prati, terrazzamenti, orti, viali e sentieri, via via abbellito da statue, fontane coi fondali a mosaico, loggette, arricchito da un teatrino di verzura e dall’immancabile kaffeehaus.

Nel 1913 tutta l’area sotto Piazzale Michelangelo, villa Manadora, palazzo Mozzi e relativi giardini, fu acquistata dall’antiquario Stefano Bardini, il quale diede il via a una serie di grandi rinnovi e modifiche. Costruì un viale monumentale per raggiungere in auto la villa e sacrificò i giardini murati di impianto medievale che ancora esistevano, unendo gli edifici su Costa San Giorgio in quella che diverrà l’attuale Villa Bardini. Che, dopo un lungo iter burocratico, conclusosi nel 1996, è passata allo Stato. Ristrutturata dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, ha riaperto al pubblico nel 2006. Da allora opera come centro culturale a cura della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, organizzando convegni, concerti, incontri, serate di spettacolo, mostre mentre al suo interno hanno trovato spazio permanente le collezioni di Roberto Capucci e Pietro Annigoni. Info e prenotazioni 055 20066206.

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