Il Tirreno

Toscana

Il segretario assume figli e nuore: lo fanno dimettere

di Giulio Corsi
Il segretario assume figli e nuore: lo fanno dimettere

Bufera nel sindacato a Livorno sui dodici anni di gestione di Giovanni Pardini: da tempo indagavano i vertici romani

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LIVORNO. “Insieme rendiamo più stabile il tuo lavoro”, recitava uno storico spot della Cisl. E Giovanni Pardini, segretario generale del sindacato a Livorno e provincia, ha preso alla lettera lo slogan: prima ha fatto assumere nel Caf Cisl i due figli, Gabriele ed Elena, poi la prima moglie del figlio, poi - dopo che questo si è separato - ha impedito il rinnovo del contratto alla ex nuora (che dentro il sindacato non è riuscita a trovare alcuna tutela sindacale...) e infine ha preteso l’assunzione della nuova nuora, Elena Anca Goleanu.

Nel frattempo ha imposto la promozione del figlio, nominato responsabile del personale del Caf, dandogli la possibilità di presentarsi al lavoro quando voleva. E ha fatto assumere a tempo una serie di giocatori di basket che nel frattempo metteva sotto contratto alla Libertas Liburnia, la società di basket di cui è proprietario insieme alla famiglia e che - allenata dallo stesso figlio e amministrata dalla nuora - quest’anno ha firmato il record di sconfitte nella storia della pallacanestro italiana, 30 partite perse su 30 nel campionato di serie B.

Proprio l’assunzione della nuova nuora Goleanu - datata fine aprile - è stata l’ultimo atto di una segreteria da record, 12 anni di fila al timone del sindacato che da Livorno all’Elba oggi conta 22mila iscritti. Ma è stata anche l’autogol decisivo che ha fatto scattare le ispezioni dei vertici nazionali della Cisl e del Caf Cisl. Dopo le quali Giovanni Pardini è stato costretto a dimettersi. Tanto che il consiglio generale convocato per stamani all’hotel Universal di Antignano per eleggere il suo successore sarà guidato dal segretario regionale Riccardo Cerza.

A Pardini è stato generosamente concesso un aut-aut basato sull’articolo 15 del codice etico del sindacato che recita così: «È fatto divieto al dirigente Cisl di affidare incarichi o collaborazioni a parenti e affini entro il terzo grado. Posizioni già esistenti in contrasto con quanto sopra menzionato devono essere rimosse».

Il segretario ha provato a controbattere che il Caf non è gestito dalla Cisl, ma da una società esterna, la Elda Srl, che però è di proprietà al 100% della Cisl. E sulla quale - è stato verificato dagli ispettori - il segretario generale aveva potere di indirizzo ma anche decisionale.

La replica insomma non ha convinto i vertici nazionali della Cisl e Pardini ha optato per le proprie dimissioni, che sarebbero comunque arrivate oggi al consiglio generale. Salvando, per ora, il posto a tutti i parenti sistemati dentro al Caf.

In casa Cisl hanno fatto di tutto per tenere sotto traccia le dimissioni forzate del segretario e le sue motivazioni, ma la rottura che Pardini aveva creato all’interno del sindacato era troppo forte per impedire alla nuova parentopoli cislina di diventare pubblica.

Resta una domanda che paradossalmente butta lì lo stesso Pardini parlando con Il Tirreno: «Se ne sono accorti solo ora?», si chiede. E ricorda che la figlia Elena è stata assunta nel 2014 e il figlio Gabriele è dentro la Cisl dal 2004 quando lui guidava la categoria dei bancari: «L’ha assunto l’allora segretaria Carla Benzi», afferma. La quale però smentisce categoricamente: «Io non ho assunto alcun figlio di Pardini, lui fu infilato al patronato Inas Cisl perché stava per diventare padre e aveva bisogno di un lavoro».

Resta il fatto che da due anni a Roma era aperto un dossier sui fatti livornesi: non solo le assunzioni in seno al Caf, ma anche sponsorizzazioni, contestazioni di bilancio, la spaccatura con le principali categorie e una commistione tra basket e sindacato che aveva creato molti sospetti. Ma fino all’ultima goccia nessuno s’era mosso...

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