Il presidio
Prostituzione, 13 arresti picchiavano anche i clienti
Marina di Massa: clima di terrore sui viali, le donne tenute in schiavitù ma venivano puniti dal clan romeno anche gli “apprezzamenti” alle lucciole
MASSA. C’era anche chi spendeva quattrocentocinquanta euro per passare la notte con una delle ragazze del clan Cretu, una famiglia romena che dominava la prostituzione da quattro anni nella riviera apuana. La banda, quasi tutti i componenti erano legati da vincolo familiare, agiva con ferocia e seguiva una gerarchia militaresca. La prima contro chi osava mettere il bastone tra le ruote all’organizzazione: l’estate scorsa, per esempio, a un turista bergamasco che aveva fatto un apprezzamento a una lucciola i boss hanno provocato fratture che hanno richiesto 180 giorni di prognosi. Ma anche le ragazze che non rispettavano i patti (se invadevano la piazzola di un’altra, per esempio) venivano picchiate. Botte anche se rifiutavano rapporti non protetti con i clienti che richiedevano la prestazione pagando il doppio.
Ci sono voluti cinquanta carabinieri, un elicottero e diversi cani per eseguire le diciotto ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip su richiesta della procura di Massa-Carrara. Tredici delle persone colpite sono finite in carcere o ai domiciliari, le altre cinque invece, al momento dell’operazione Craiova, non erano in Italia e sono ricercate dall’Interpol. Tra le accuse contestate, oltre al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, violenze, pestaggi, furti notturni in appartamenti ed esercizi commerciali. L’operazione ha preso il nome dalla città di provenienza di tutti gli indagati, Craiova appunto, capoluogo del distretto di Dolj di trecentomila abitanti. Da lì nel 2013 è arrivata la prima coppia. Poi il resto dei parenti. Fino a formare il clan. Ma le attività della gang romena erano diverse. Anche i furti, soprattutto nelle attività commerciali. Anche gli appartamenti venivano saccheggiati nelle notti di attesa al fianco (per modo di dire) delle ragazze. Che spesso erano mogli, fidanzate o conviventi. E, a seconda del potere del loro maschio, dominavano o soccombevano nei confronti delle altre. Una gerarchia parallela. Ma ugualmente feroce: l’indagine dei carabinieri del nucleo investigativo di Massa è partita proprio da un paio di aggressioni subite da alcune lucciole da parte di colleghe. Così i carabinieri hanno censito la riviera scoprendo che a seconda dei periodi dell’anno c’erano dalle dieci alle trenta prostitute. Tutte di nazionalità romena e tutte provenienti dalla stessa città: Craiova. Ulteriori controlli sulle residenze e sulle utenze telefoniche hanno permesso di risalire agli uomini del clan. C’era anche il padre di una di queste. Intercettazioni telefoniche, ambientali e riprese con telecamere hanno permesso di acquisire le prove che hanno portato agli arresti. (d.d.)
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