Il Tirreno

Toscana

Cede il pavimento, prof giù da tre metri

di Gianni Tacchi
Cede il pavimento, prof giù da tre metri

Docente (e consigliere comunale) entra in un’area vietata per aprire le finestre e precipita: soccorso, è ricoverato

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LIVORNO. Da circa due anni, in una scuola superiore di Livorno, all’interno di un laboratorio d’informatica c’è una parte interdetta perché il pavimento è in cartongesso e c’è il rischio di cadere giù. «Abbiamo consegnato l’immobile con quel divieto, l’istituto lo sa benissimo», spiega la Provincia di Livorno, responsabile della manutenzione dell’edificio. Come se fosse normale, come se non ci fossero pericoli per i ragazzi. Di solito, in quella stanza al primo piano dell’istituto professionale Colombo, entrano soltanto i custodi per aprire le finestre con un’asta simile a quelle dei guardaroba, ma stavolta è andata diversamente. Ieri mattina, pochi minuti dopo il suono della prima campanella, è stato infatti il professore Marco Cannito - 62 anni, livornese, consigliere comunale conosciutissimo in tutta la città e candidato a sindaco nel 2009 e nel 2014 - a entrare in quell’aula interdetta per aprire le finestre: non riuscendo a girare le maniglie con l’asta, ha scavalcato la ringhiera ed è precipitato da oltre tre metri, finendo all’ospedale con un trauma cranico, una frattura alla spalla e diverse costole rotto. «Ma poteva andar peggio», racconta da un letto dell’ospedale di Livorno, mentre sono ancora in corso ulteriori accertamenti.

Se la Provincia gira le responsabilità alla scuola, con il presidente Alessandro Franchi che ribadisce «il ruolo fondamentale dell’istituto nel far rispettare quell’interdizione», dall’istituto del centro di Livorno si limitano a spiegare che «l’edificio è sicuro e in quella parte non si può entrare, come evidenzia anche un cartello sulla porta». Da entrambe le parti si parla comunque di «leggerezza» e «imprudenza» da parte del docente-consigliere comunale, che dall’ospedale chiede invece di «non strumentalizzare l’episodio perché sarebbe fastidioso sotto ogni punto di vista». Sicuramente Cannito, nonostante il divieto, è entrato in una parte interdetta scavalcando una ringhiera e volando di sotto, ma qui il punto è un altro: come può un’aula del genere - con una parte del pavimento non praticabile, ma a fianco del laboratorio d’informatica - essere considerata idonea? «Il discorso è semplice - continua Franchi - in quel punto c’è un divieto di accesso e non si può entrare, ma stamani (ieri mattina, ndr) il professore non ha rispettato l’interdizione ed è andato dove non si può entrare».

Erano stati gli studenti di una seconda, in quel momento all’interno del laboratorio d’informatica per la prima ora di lezioni, a chiedere all’insegnante di aprire le finestre perché dentro c’era troppo caldo: uno di loro si era anche proposto per andare a prendere l’asta e agganciare così le maniglie, restando poi al suo posto dopo il “no” di Cannito. «La sicurezza dei ragazzi è la priorità - continua l’insegnante livornese - e così sono andato io, anziché chiamare il custode come sempre. La caduta? Non ricordo niente, penso di aver sbattuto prima su una sedia e poi sul pavimento. Inizialmente ho pensato al peggio, poi mi sono alzato da solo e ho cercato di tranquillizzare tutti». Ma le ferite sono tutt’altro che lievi, tanto che resterà sotto osservazione per altri due-tre giorni. «Ringrazio tutti per l’affetto di queste ore - chiude Cannito dal pronto soccorso di Livorno - la riabilitazione non sarà breve, ma non vedo l’ora di tornare in classe, in consiglio comunale e soprattutto dalla mia famiglia. Probabilmente in quel punto andava costruito un pavimento idoneo, come nel resto della struttura: è una questione di sicurezza ma anche di necessità di spazi per l’istituto, visto il gran numero di iscritti, ma so benissimo che non ci sono fondi e tutte le scuole sono in difficoltà». Eppure la Provincia parla della «consegna di un edificio a norma» e l’istituto si ferma al «cartello di divieto sulla porta», senza sottolineare che a due passi studiano centinaia di ragazzi.

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