Il Tirreno

Toscana

Arteria recisa, muore dissanguato

di Donatella Francesconi
Arteria recisa, muore dissanguato

Pietrasanta, la vittima è il titolare di un’autofficina: è il 14° lutto sul lavoro in Toscana da gennaio

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PIETRASANTA. Ha provato a raccogliere tutte le energie che aveva in corpo per salvarsi. Dopo che la lama del “frullino” che stava utilizzando gli ha reciso di netto l’arteria femorale. Per Daniele Tognini, 52 anni di Viareggio, non c’è stato però niente da fare. Morto dissanguato mentre era da solo nella sua officina sulla via Aurelia,Tognini è il morto numero 14 sul lavoro in Toscana da inizio 2018. A ricostruire l’esatta dinamica dei fatti dovranno essere polizia di Stato e l’Azienda sanitaria locale, con la sua struttura che opera nel campo dell’infortunistica nei luoghi i lavoro, subito coinvolta dal personale del commissariato di Forte dei Marmi, diretto da Enrico Parrini.

Da una prima ricostruzione intorno alle 18 Tognini è ancora al lavoro in officina. L’estate si avvicina, c’è tanto da fare e l’imprenditore ha molti progetti per la propria attività. In mano – così la ricostruzione della polizia – tiene un attrezzo di uso quotidiano, un flessibile da taglio. Uno di quelli che tutti chiamo più comunemente “frullino”. Serve a smerigliare, dotato di appositi dischi di diverse dimensioni che ruotano sulla superficie interessata all’operazione. Ad un certo punto, però, qualcosa non va come dovrebbe nella lavorazione in corso. È un attimo: l’attrezzo perde contatto con la superficie ed il disco finisce per colpire l’inguine del titolare dell’officina. Ad essere recisa, di netto, l’arteria femorale.

Tognini capisce la gravità della ferita. Ma tenta con tutte le forze che gli rimangono in corpo di salvarsi. Raccoglie le energie che sente sfuggire, si alza, riesce ad uscire dall’officina ed a fare il giro dello stabile, arrivando davanti ad un cancello in cerca di aiuto. E qui crolla al suolo. Una donna assiste, sconvolta, alla disperata richiesta di aiuto dell’uomo ed immediatamente scatta l’allarme, con la chiamata alla Centrale operativa del 118. Quando i mezzi di soccorso ed il personale dell’auto medica arrivano sul posto, però, Tognini è già in arresto cardiaco. A strappargli la vita è stato il dissanguamento, inevitabile data la ferita. All’ambulanza non resta che dirigersi verso l’obitorio.

L’officina, ormai vuota, resta presidiata dalla polizia, si attendono le disposizioni del magistrato di turno, arrivano anche gli ispettori Asl. Mentre Pietrasanta già piange un uomo che tutti definiscono con una sola, sempre più rara, parola: «Buono».



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