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«È un evento straordinario dovuto al maggior rispetto»

«È un evento straordinario dovuto al maggior rispetto»

Andrea Ribollini: «Gli escursionisti hanno capito e non vengono più colte. Così il tappeto cresce»

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STAZZEMA. Se quest’anno le giunchiglie sul monte Croce sono così tante è perché «si è diffusa una coscienza di rispetto dell’area protetta». A dirlo è Andrea Ribolini, guida ambientale escursionistica, uno che conosce le Alpi Apuane come le sue tasche. La vetta è già di per sé una particolarità per queste montagne. «In genere – dice l’esperto – le giunchiglie si trovano negli Appennini perché hanno un terreno favorevole. Le Alpi Apuane sono formate da rocce calcaree, quindi sono poco favorevole ai fiori. Sul monte Croce invece, e nelle zone più alte, c’è un suolo acido, profondo, dove si accumula acqua quindi più fertile. Anche in altre zone delle Apuane, poi, crescono le giunchiglie, ma non come sul monte Croce, Questa vetta è una particolarità».

È vero che una fioritura come quella di quest’anno non si vedeva da ottant’anni?

«Quest’anno non sono ancora andato a vederle, ma posso credere che sia effettivamente così».

Perché?

«Perché di anno si è diffusa la consapevolezza del fatto che si tratta di una specie protetta, in un’area protetta, e che quindi non vanno colti. Prima molte persone le raccoglievano. Ora molto meno».

Se vengono colte, non ricrescono?

«Non è così. Le giunchiglie sono bulbose e il bulbo rimane. Ma per diffondersi di anno in anno, hanno bisogno di essere lasciate maturare. Perché quando finisce di fiorire, si crea il frutto e il frutto si dissemina, come tutti i fiori. Quindi se non vengono colte, si completa la fioritura e c’è la semina».

E il clima non c’entra?

«Sì, sicuramente dipende anche da quello. Quest’anno sia aprile sia maggio sono stati molto piovosi, con molta alternanza sole e pioggia. E questo è il clima favorevole alla fioritura».

Crescono solo le giunchiglie sul monte Croce?

«No. L’impatto visivo in realtà è quello del narcissus poeticus. Poi si parla genericamente di giunchiglie, che si chiamerebbero narcissus tazetta, perché fanno parte della stessa specie. Inoltre ci sono tante altre specie di fiori caratterizzati da quella che viene definita una fioritura vistosa. Come gli asfodeli e le orchidee spontanee. Insomma il monte Croce ha veramente una flora abbandonante».

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