Il presidio
Milioni di presenze non tracciate
Federalberghi l’ha più volte definita una «concorrenza sleale». Quella del business legata al portale Airbnb è da sempre combattuta dalle varie associazioni di categoria. In Toscana, infatti, ci...
Federalberghi l’ha più volte definita una «concorrenza sleale». Quella del business legata al portale Airbnb è da sempre combattuta dalle varie associazioni di categoria. In Toscana, infatti, ci sarebbero almeno 3,5 milioni di strutture inadempienti all’obbligo di comunicazione degli arrivi (e in molti casi anche alla tassazione). Anche per questo la Regione, pur modificando la normativa del 2016, ha deciso di obbligare comunque privati o property managers che gestiscono uno o più immobili destinati agli affitti turistici a comunicare le presenze degli ospiti nei vari immobili. Quello di Airbnb nella nostra Regione è, infatti, un enorme mercato parallelo rispetto a quello turistico più tradizionale. L’Istat, infatti, traccia 45 milioni di presenze nel 2016 in Toscana. Ci sono, però, 40 milioni di notti, secondo le stime delle associazioni degli albergatori, che non sono state trascorse nelle strutture tradizionali. Turisti che visitano musei, mangiano nei ristoranti, comprano souvenir quasi invisibili. E generano un enorme giro di affari, che per almeno due terzi sarebbe completamente in nero. Si parla, e la statistica vale per il mese di settembre 2017, di un giro di affari di 23 milioni di euro nelle principali località turistiche toscane. Solo a Firenze più di 10mila annunci attivi proprio su Airbnb.
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