Il Tirreno

Toscana

Cancellati i limiti per gli affitti brevi

di Alessandro Bientinesi
Cancellati i limiti per gli affitti brevi

Il Consiglio Regionale ha tolto l’obbligo di creare un’impresa per le locazioni a fini turistici di più di due appartamenti

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FIRENZE. Non è una rivoluzione del settore turistico in Toscana ma ci va molto vicino. Il consiglio regionale, un anno e mezzo dopo l’approvazione del testo unico sul turismo, ha infatti modificato in maniera radicale la legge 86 del 2016. In particolare l’articolo 70 che prevedeva l’obbligo, unico in Italia, di dar vita a un’impresa per chiunque affittasse a fini turistici più di due appartamenti facendo più di 80 contratti all’anno.

LEGGE NON COSTITUZIONALE

A tutti gli effetti la Regione decideva quando si configurava l’attività d’impresa, materia che normalmente era riservata alla competenza esclusiva dello Stato. Un obbligo di attività imprenditoriale che era stata introdotta con l’intento di arginare il dilagare degli affitti turistici, spesso non dichiarati e non tassati, fortemente voluta dagli albergatori. Passaggio della legge impugnata dal Governo alla Corte Costituzionale e che ha spinto la Regione a effettuare le ultime modifiche approvate in consiglio pochi giorni fa. Adesso, dunque, non ci sono più obblighi per chi affitta. Resta in piedi solo quello di comunicare al Comune, con modalità telematica, le «informazioni relative all’attività svolta, utili a fini statistici».

I DATI DEI FLUSSI TURISTICI

Per prima cosa la Regione proverà a mettere insieme un meccanismo con il quale tracciare i flussi turistici “non tradizionali”. I dati delle presenze e degli arrivi, infatti, vengono calcolati considerando solo quanto dichiarato da alberghi, bed & breakfast, affittacamere e strutture ricettive classiche.

L’intento della Regione è di creare un vero e proprio database in grado di condividere informazioni, comunicazione e accoglienza con la creazione di 28 ambiti omogenei. «La grande novità è l’istituzione di questi ambiti omogenei – spiega l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo –. Questo è un modo nuovo per programmare promozione e servizi ai visitatori, partendo dalle specificità dei territori che possono fare sistema per far emergere le proprie peculiarità». All’interno dei 28 ambiti turistici i Comuni potranno associare funzioni di informazione e accoglienza turistica sovracomunale.

L’attività di promozione turistica, però, resterà in capo all’agenzia regionale “Toscana Promozione”. Anche se l’esercizio in forma associata non è obbligatorio per i Comuni che potranno, dunque, non imporre alle amministrazioni di aderire.

DEFINIZIONE DI AFFITTI BREVI

Insieme a questo provvedimento il nuovo testo uscito dal consiglio regionale prevede un veloce adeguamento della normativa sugli affitti turistici alla legge 50 del 2017. Un provvedimento nazionale che da molti è stato considerato una legge anti Airbnb. Il portale leader nel mondo per gli annunci degli affitti brevi. Nella legge, infatti, si definisce per la prima volta il concetto di “locazione breve”.

Definita come i contratti di immobili ad uso abitativo di durata non superiore ai 30 giorni, inclusi quelli che prevedono la prestazione di servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa. Questo anche attraverso la gestione di portali online.

MANCANO I REGOLAMENTI

Per chi affitta con brevi locazioni, come privato o imprenditore, resta da capire cosa accadrà da qui alla pubblicazione dei regolamenti attuativi. Se la legge a tutti gli effetti conferma il diritto di disporre delle proprie proprietà private come si vuole, dall’altra è possibile che vengano inseriti dei paletti burocratici che complichino le cose a chi sceglie questo tipo di affitto per il proprio immobile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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