Il Tirreno

Toscana

Un posto dove non esiste la proprietà privata

Più di una comunità. Quello di Nomadelfia è un modello di vita alternativo rispetto a quello proposto da quelli occidentali. Dove non esiste proprietà privata. Dove le famiglie accolgono i ragazzi in...

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Più di una comunità. Quello di Nomadelfia è un modello di vita alternativo rispetto a quello proposto da quelli occidentali. Dove non esiste proprietà privata. Dove le famiglie accolgono i ragazzi in affido. E chi lavora all’interno della comunità non viene retribuito. Per lo Stato la comunità è formalmente un’associazione, mentre dal punto di vista cattolico è una parrocchia comunitaria. Fondata da don Zeno Saltini con l’intento di dimostrare come una comunità possa vivere insieme in pace, come fratelli e sorelle. A Grosseto l’esperienza di don Saltini inizia nel 1953, anche se Papa Giovanni XXIII istituisce solo nel 1962 la nuova parrocchia di Nomadelfia, nominandone parroco Don Zeno. Resterà alla guida della comunità fino all’anno della sua morte, nel 1981. Otto anni più tardi, nel 1989, Nomadelfia riceve la prima visita di un papa. Nel 1989 è quella di Papa Wojtyla. Mentre la comunità è stata ricevuta da papa Francesco il 17 dicembre 2016. Quella di Bergoglio, oggi, sarà dunque la seconda visita di un pontefice alla comunità di Grosseto.

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