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Muore a 8 mesi colpito dalla meningite

Muore a 8 mesi colpito dalla meningite

Tragedia per un bambino del Mugello. Aveva iniziato la vaccinazione ma la copertura non è totale

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FIRENZE. Era arrivato sabato mattina in pronto soccorso con un’ambulanza in codice rosso. Una corsa dal Mugello. I genitori preoccupatissimi, i volto gelati dalla paura, dalla preoccupazione. Febbre alta, faticava a respirare, il loro bimbo era grave. Se ne sono accorti quasi subito i medici del Meyer. Fin da subito le sue condizioni sono sembrate disperate. E dopo poche ore, dopo gli esami in laboratorio, la diagnosi era stata impietosa: una infezione massiva, fulminante, a tutti gli organi. Si è spento a causa di una meningite pneumococcica un bimbo di 8 mesi morto al policlinico pediatrico di Firenze lunedì pomeriggio. Una tragedia che colpisce non solo la famiglia ma anche il paesino dell’altro Mugello in cui abitano i genitori e dove il piccolo era appena arrivato. Purtroppo non è il primo bimbo colpito e ucciso da meningite. L’ultimo bambino, di 22 mesi, se ne è andato a Porcari a dicembre 2016, stroncato da un meningococco C, il ceppo contagioso che ha tenuto la Toscana sotto scacco per due anni dal 2015 in poi. In quel caso, la tragedia scosse la regione. Non era stato vaccinato.

In questo caso invece è tutto diverso. E non per questo imprevedibile dalla scienza. Le analisi hanno confermato i timori: si trattava di una meningite ma da pneumococco, diverso dal meningococco C, appunto, il più temuto, quello che ha costretto la Regione ha varare una campagna vaccinale a tappeto. Lo pneumococco è un ceppo non contagioso, ma può essere altrettanto violento. Per questo gli esperti suggeriscono la vaccinazione. Una profilassi che il piccolo mugellano aveva iniziato, così come prevede l’iter di vaccinazione, che nei neonati può partire dopo i 6 mesi: aveva effettuato la prima dose di vaccino che, però, non garantisce la copertura totale.

Non solo. La copertura varia da soggetto a soggetto. E per capire che cosa sia successo nei prossimi giorni verranno svolte analisi immunologiche. Esclusa, invece, l'autopsia. Da quanto accertato dal Meyer finora, al bimbo è stata fatale una sepsi fulminante e cioè un'infezione generalizzata a tutto l’organismo. Le sue condizioni erano sembrate disperate ai medici fin dal suo arrivo in ospedale. I sanitari del Meyer hanno tentato il tutto per tutto per 48 ore, ma lunedì si sono dovuti arrendere.

Sono moltissimi però i casi in cui il vaccino ha salvato bambini, ragazzi e adulti. Perché, sebbene non abbia fatto da scudo totale, ha ridotto gli effetti della malattia. Così un bambino di neppure 2 anni, a Grosseto, è riuscito a sconfiggere un meningococco B proprio grazie alla copertura vaccinale a febbraio 2017. E proprio grazie al siero si è salvato un mese prima un bambino a Cascina. Ancora a Cascina nel dicembre 2016 un bambino di 4 anni tornò a casa dopo alcuni giorni di ospedale: era stato vaccinato nel 2013.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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