Il Tirreno

Toscana

Va dalla ex con la benzina Arrestato, fuori in 48 ore

Pontremoli, i carabinieri lo bloccano con i fiammiferi e le chiavi dell’auto di lei «Volevo darmi fuoco davanti al suo posto di lavoro». Ora aspetta il processo a casa

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PONTREMOLI. Lo hanno arrestato con due bottiglie piene di benzina e i fiammiferi nella tasca sotto il posto di lavoro della ex. Lui, mentre i carabinieri della compagnia di Pontremoli gli stringevano le manette ai polsi, ha detto che il combustibile gli serviva per darsi fuoco davanti alla donna che lo aveva lasciato. È finito in carcere con l’accusa di stalking, ma dopo 48 ore il gip lo ha fatto uscire di cella e ha disposto l’obbligo di dimora. In un’altra provincia rispetto a quella dove risiede la ex compagna. La speranza è che la sua sete di vendetta non lo porti a non rispettare l’obbligo disposto dal magistrato.

A lui si è arrivati grazie a un’intuizione del militare che ha raccolto il primo esposto della donna, una trentenne lunigianese. La ragazza si era presentata in caserma per denunciare un furto nel suo appartamento. Contro ignoti perché non sospettava minimamente dell’uomo che fino a qualche giorno prima abitava con lei. Un colpo strano, però: il bottino era stato di 900 euro in contanti. Ad attirare l’attenzione dei carabinieri era stata la mancanza di segni di scasso. E quando la trentenne ha detto che da poco tempo aveva interrotto la relazione con il suo uomo - un ventisettenne straniero (la nazionalità non è stata rivelata per tutelare la vittima) - gli inquirenti hanno deciso di approfondire la questione. E hanno scoperto che le chiavi dell’abitazione, dove la donna fino a qualche giorno prima conviveva, le erano state riconsegnate poche ore prima del furto. Non solo, oltre a far sparire i contanti il “malvivente” aveva anche gettato uno strano liquido blu all’interno di cibi e bevande che si trovavano in cucina; inoltre aveva portato via le chiavi dell’autovettura. Insomma, un comportamento che non faceva assolutamente pensare a un ladro professionista. Ma nemmeno a un dilettante dello scasso.

Neppure il tempo di rimuginare su quella insolita vicenda che i carabinieri della compagnia di Pontremoli si sono ritrovati la giovane di nuovo in caserma. Stavolta per denunciare un danneggiamento alla sua macchina. Qualcuno aveva messo della sabbia nel serbatoio, impedendole così di metterla in moto. Serbatoio chiuso a chiave, proprio quella che era stata portata via da chi le aveva ripulito l’appartamento. Dopo il secondo esposto l’Arma ha alzato ulteriormente la guardia, iniziando a tenere sotto controllo l’uomo e i luoghi frequentati dalla vittima. Perché i carabinieri hanno capito che si trattava di un’escalation di atti persecutori dei quali non si poteva prevederne l’epilogo.

Ed è stato proprio grazie ai pedinamenti che i militari lo hanno visto nei pressi del luogo di lavoro della ex. E prima che potesse fare qualcosa lo hanno fermato con una scusa: gli hanno chiesto i documenti e hanno visto le bottiglie piene di liquido infiammabile sotto la giacca. Lo hanno perquisito e sono saltati fuori anche i fiammiferi e la chiave dell’utilitaria. Impossibile dire cosa avesse in mente, ma sicuramente stava architettando qualcosa contro la ex. Così sono scattate le manette, vista la flagranza dello stalking. E la pericolosità dell’individuo.

La trentenne, che fino a quel momento non credeva potesse essere lui a infastidirla, si è dovuta ricredere. Il ventisettenne è stato portato prima nel carcere di Massa e dopo davanti al giudice per la convalida dell’arresto. Che c’è stata. Tuttavia l’uomo aspetterà il processo per atti persecutori a casa, con l’obbligo di non lasciare il suo comune di residenza. Sperando che questo basti a fermarlo.

Danilo D’Anna

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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