Il presidio
Biffoni, l’eretico renziano che sfida il Giglio Magico
LIVORNO . No, Matteo Biffoni non ci ha ripensato. Il sindaco di Prato non si rimangerà il ricorso al Tar presentato in cordata con altri sei primi cittadini della piana fiorentina contro l’ampliamento...
LIVORNO . No, Matteo Biffoni non ci ha ripensato. Il sindaco di Prato non si rimangerà il ricorso al Tar presentato in cordata con altri sei primi cittadini della piana fiorentina contro l’ampliamento del Vespucci. O meglio, contro l’esclusione dei Comuni dall’osservatorio ambientale che avrebbe dovuto stabilire i rischi per 400mila cittadini. Ma che un turborenziano come lui sconfessi uno dei pilastri del renzismo agita perfino il Giglio Magico. «Rispetto Biffoni, ma la sua è una scelta che non condivido. È arrivato il moneto di farla quest’opera», ha tuonato il 15 marzo Luca Lotti, sei giorni dopo la conferenza stampa dei sindaci del No. E da lì, Biffoni non s’è quasi più pronunciato sulla pista quasi parallela con cui Toscana Aeroporti e Matteo Renzi da anni vorrebbero mettere le ali a Peretola. Toni bassi, è stata la linea del sindaco pratese. «Biffoni sta sbagliando rotta. Per Prato non ci sono rischi, così dà l’idea di un Pd diviso, peraltro alleandosi con chi ogni giorno ci bombarda», continuano a mugugnare i dem toscani. Sì perché il fronte del No alla nuova pista, quella che i pisani temono possa diventare la svuota-Galilei, non è un monolite. Anzi. Ne fa parte Lorenzo Falchi di Sesto, il sindaco della sinistra-sinistra che ha riacciuffato Sestograd al renzismo, e per cui «l’ampliamento è sbagliato. Punto». Ci sono poi Alessio Biagioli di Calenzano e Marco Martini da Poggio a Caiano, orlandiani. Poi un renziano pentito come Emiliano Fossi da Campi e Alberto Cristianini da Signa, uno dei pochi dem toscani arruolati da Emiliano. E potrebbe unirsi pure un sindaco di destra, Alessandro Tomasi di Pistoia. Certo, un altro renziano c’è, Edoardo Prestanti da Carmignano, ma Biffoni agli occhi dei fedelissimi è una specie di cigno nero, un eretico. Per di più affetto dalla sindrome Nimby (not in my back yard), non nel mio cortile. Nulla di peggio per il renzismo sviluppista. Ma lui ribadisce. «Cambiato idea? Macché – dice al Tirreno il pratese – La mia linea è chiara e lineare. I voli con la pista lunga passeranno su Prato? Sì. Bene, significa che su una parte della città ci sarà un impatto, E il compito del sindaco è dare risposte ai cittadini preoccupati. Non c’entra nulla il consenso da salvaguardare. Guardate, non credo neppure che la città sia contro l’ampliamento. Anzi. È lapalissiano che un aeroporto che funziona dà linfa all’economia. Ma un sindaco come prima cosa deve dare la certezza al pezzo di città coinvolta dal possibile impatto di prendersi cura delle sue preoccupazioni. Rispetto le opinioni di Confindustria e pure di amici come Nardella, ma l’unico modo per farlo per me è poter partecipare all’osservatorio. Non mi oppongo a priori. E se, come spero, potrò accertare che non ci sono rischi, allora benvenuta pista lunga».
Mario Neri
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