Il presidio
Ridurre le liste di attesa per i ricoveri chirurgici
FIRENZE. La Regione prova a dare una sforbiciata alle liste di attesa per le prestazioni chirurgiche. Parliamo degli interventi in cardiochirugia, neurochirurgia e oncologia. Ma anche degli...
FIRENZE. La Regione prova a dare una sforbiciata alle liste di attesa per le prestazioni chirurgiche. Parliamo degli interventi in cardiochirugia, neurochirurgia e oncologia. Ma anche degli interventi in ortopedia. Lo fa con una delibera, approvata nel corso dell’ultima seduta di giunta, con la quale impartisce indicazioni e linee di indirizzo alle aziende sanitarie per la riduzione dei tempi di attesa, da attuare entro il 30 settembre.
La frase chiave è “Gestione Operativa”. Tradotto in concreto le aziende sanitarie dovranno gestire meglio le sale operatorie, i posti letto, gli ambulatori, le tecnologie e il personale. Non solo. Potranno acquistare le prestazioni chirurgiche in libera professione, senza nessun costo aggiuntivo per il cittadino, riconducendole nell’alveo delle attività istituzionali.
E per specifici ambiti con esigenze particolari (per esempio l’ortopedia), si prevedono interventi chirurgici “aggiuntivi” con una maggiorazione in busta paga ai professionisti chiamati a intervenire. Viene attivato il monitoraggio delle attività per verificare i tempi di attesa e l’utilizzo delle risorse. Tipo: l’occupazione dei posti letto o l’utilizzo delle sale operatorie. E si apre un percorso di formazione del personale. Queste le linee generali. Ora tocca alle aziende sanitarie presentare i progetti d’intervento entro 10 giorni. L’azione di abbattimento delle liste di attesa scatterà entro il 30 settembre.
Quali sono, però, i dati dell’attività chirurgica in Toscana? Nel 2017 gli interventi sono stati 244.501 in istituzionale. Quelli in libera professione (intramoenia) 1.437. Sempre l’anno scorso gli interventi chirurgici per le principali patologie oncologiche sono stati 8.962 in istituzionale e 136 in libera professione. L’azione della Regione cercherà di risolvere i casi che rimangono fuori da queste statistiche. Durante la conferenza stampa in Palazzo Strozzi Sacrati il presidente della Regione Enrico Rossi ha difeso la sanità pubblica toscana: «È bene che si smetta di dire che nella nostra Regione si va verso la privatizzazione della sanità. Nella sanità toscana il sistema pubblico è il più vasto, diffuso e produttivo. Solo lo 0,5% degli interventi si fanno in regime di libera professione. Abbiamo dato mandato all’assessora Stefania Saccardi di acquistare le prestazioni in libera professione, perché non siano i cittadini a doverle pagare e valutando l’inserimento di altro personale».
Sulla stessa lunghezza d’ondaSaccardi: «I dati in nostro possesso parlano di un sostanziale adempimento dei tempi di attesa per la parte oncologica. Più sofferente è la chirurgia programmata, in particolare l’ortopedia. Questa delibera introduce un meccanismo nuovo. È un segnale importante, vogliamo che nessun cittadino toscano sia costretto ad andare dai privati per l’oncologia. A breve – chiude Saccardi – faremo un’altra delibera sulla riorganizzazione delle visite ambulatoriali”.
Samuele Bartolini
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