Il presidio
Esperimento in atto con alunni volontari
LUCCA. Studenti tutor nelle scuole per combattere il bullismo, propone la ministra della Pubblica istruzione Valeria Fedeli. Ma è curioso che proprio a Lucca, città finita alla ribalta delle cronache...
LUCCA. Studenti tutor nelle scuole per combattere il bullismo, propone la ministra della Pubblica istruzione Valeria Fedeli. Ma è curioso che proprio a Lucca, città finita alla ribalta delle cronache per i video del professore maltrattato, esperimenti di questo genere siano in atto già da diversi anni. Dal 2008, per la precisione, quando in collaborazione con l’Asl e l’associazione “Di testa mia”, nelle scuole lucchesi arriva il progetto “Mafalda”: «Si tratta – spiega Iolanda Bocci, dirigente scolastica degli istituti lucchesi Machiavelli, Paladini e Civitali – di un percorso in cui studenti volontari, attraverso incontri pomeridiani, accrescono le loro “abilità di vita” sviluppando competenze relazionali di ascolto e comunicazione, imparando a gestire i conflitti e a mediare nelle situazioni di tensione. Il tutto con un approccio diverso che utilizza il modello della “peer education” ossia dell’educazione tra pari, partendo dal presupposto che una relazione frontale e cattedratica come è spesso quella scolastica è poco efficace con gli adolescenti su temi come dipendenze, bullismo, affettività, barriere. Questi ragazzi diventano di modelli positivi, figure di riferimento per i loro coetanei e svolgono un’attività di accoglienza dei nuovi arrivati». Chi partecipa a questi progetti, dunque, è a tutti gli effetti una sorta di tutor. Il percorso è articolato su tre anni: da un primo livello, chiamato appunto “Mafalda”, si diventa poi prima “Amici per la vita junior” e infine “Amici per la vita senior”, momento in cui si è pronti a gestire un’azione di promozione del benessere all’interno della classe in piena autonomia, con il solo coordinamento da parte di un docente, anch’esso adeguatamente preparato.
«Se funziona? Sì – spiega Bocci, dirigente tagli altri del Paladini dove poco più di un mese fa una docente fu aggredita da uno studente – Ma bisogna continuare a lavorare per evitare che situazioni sgradevoli come quelle di cui si è parlato in questi giorni si ripetano». (g.p.)
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