Meteo
Il disastro aereo del Monte Serra e quella ruota che ricorda le 44 vittime
A distanza di 41 anni dall'incidente è stato finalmente recuperato nel bosco l’ultimo pezzo dell’Hercules C-130 precipitato il 3 marzo 1977
CALCI (Pisa). L’ultimo pezzo del “Vega 10”, schiantatosi 41 anni fa sul Monte Serra, è stato recuperato ieri mattina dagli uomini della 46esima Brigata Aerea e dai vigili del fuoco. Era il 3 marzo 1977 e alle 15.05 il velivolo era decollato dall’aeroporto di Pisa per un volo di ambientamento: cinque minuti dopo, per cause ancora sconosciute (si ipotizza un errore del pilota), l’aereo impattò le pendici dei Monti Pisani attraversando la fitta nebbia.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.16765800:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/disastro-aereo-sul-monte-serra-una-ruota-per-chiudere-41-anni-di-dolore/101579/103164]]
Uno schianto fatale per tutti i passeggeri. Quarantaquattro persone persero la vita in uno degli incidenti più tragici della storia della Toscana: trentotto allievi dell’Accademia navale di Livorno, un ufficiale e cinque membri dell’equipaggio erano a bordo del C-130H Hercules dell’Aeronautica militare. Furono avviate due inchieste che però non fecero piena luce su quanto accadde a bordo.
Nessun “mayday” fu lanciato dalla cabina di pilotaggio. Tante le domande rimaste senza risposta nelle aule delle Procure, ma soprattutto nelle menti dei parenti di quei tanti giovani strappati alla vita così presto. Quel che è certo è che quel giorno la visibilità era scarsa e che l’aereo virò improvvisamente verso sinistra, imboccando una vallata del Monte Serra. Nello schianto il velivolo militare causò un incendio e si frantumò in più pezzi, l’ultimo dei quali consiste in una parte del carrello d’atterraggio: una ruota con ancora attaccato lo pneumatico tranciato in un punto e una parte arrugginita della gamba, il cui cilindro metallico fu spezzato durante la collisione.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.16765801:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/3-marzo-1977-26-aprile-2018-il-serra-restituisce-un-pezzo-di-memoria/101543/103128]]
La ruota fu avvistata tra i cespugli da un cercatore di funghi nel 2012, che ne denunciò il ritrovamento alla stazione locale dei carabinieri. Solo ieri è stata recuperata, intorno alle 10, chiudendo così una parentesi infinita. «Si è finalmente chiuso il cerchio. Per noi familiari delle vittime questo recupero ha un significato simbolico. Ci dà l’idea che si siano concluse le operazioni», dice Giuseppe Musolino, che nella sciagura perse il fratello Alessio. Nessuno potrà ridare alle famiglie i loro cari, ma il ritrovamento dell’ultima porzione del mezzo rappresenta certamente la fine di un percorso estremamente doloroso.
L’intervento ha richiesto l’impiego di un elicottero messo a disposizione dal 15° Stormo di Cervia dell’Aeronautica Militare e di quaranta operatori della 46esima Brigata aerea, dei vigili del fuoco, dei tecnici del Comune di Calci e del gruppo volontari antincendio boschivo. «Ora possiamo dire che tutto è stato recuperato, tra le pietre e gli arbusti. Il tempo aiuta a guarire le ferite», aggiunge Musolino, che nella tragedia ha conosciuto la sua attuale moglie, sorella di un’altra vittima, Matteo. «La vita è così: è fatta di cose belle e di cose tristi. All’epoca io lavoravo a Pisa come ferroviere e lei dalla Puglia si trasferì qui». È commovente sapere che nel dolore una coppia si sia formata.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.16765805:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.16765805:1652413210/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Non siamo gli unici, altri due parenti si sono innamorati», dice ancora Musolino, che ripercorre mentalmente quei giorni che cambiarono la storia di così tante persone. Per Calci, Pisa e Livorno (e non solo) quelle immediatamente successive allo schianto furono ore drammatiche e surreali. «Ho vissuto quei momenti in prima persona visto che abitavo qui vicino. Istanti in cui il tempo è sospeso e non pensi a nulla. Ci si ritrova coinvolti in qualcosa di enorme. Sapevo che mio fratello sarebbe stato in volo e ho pensato “proprio in questa giornata uggiosa?”».
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:foto-e-video:1.16762032:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/foto-e-video/2018/04/26/fotogalleria/pisa-aeronautica-recupero-ruota-1.16762032]]
Era un giorno qualsiasi per Musolino, che si trovava a Pisa con amici e notò un grande via-vai di mezzi di soccorso e ambulanze verso i monti. «In città ci dissero che forse era caduto un aereo. Cercai di informarmi: presi i gettoni e andai ad una cabina telefonica per chiamare in Accademia. All’edizione del telegiornale delle 17 dettero la notizia. Mi avviai a Livorno e mi trovai davanti al fatto compiuto».
La tragedia colpì in particolar modo anche la comunità calcesana: «Era come se qualcuno degli abitanti avesse perso un proprio parente – racconta l’assessore Giovanni Sandroni, che all’epoca aveva 12 anni –. Vidi distintamente l’aeroplano volare basso dalla torre di Caprona e infilarsi nella valle degli Omberaldi, nella nebbia. Sembrava novembre. Una traiettoria insolita e mi chiesi dove stesse andando. Non sentimmo alcun boato. Ci accorgemmo della tragedia qualche minuto dopo, quando sentimmo tante sirene».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
