Il Tirreno

Toscana

Comunali, Valentini candidato Pd a Siena fra i mal di pancia

di Cristiano Pellegrini
Comunali, Valentini candidato Pd a Siena fra i mal di pancia

Negli altri capoluoghi toscani centrosinistra in difficoltà Né a Pisa né a Massa si trovano accordi di nome e coalizione 

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SIENA. La montagna ha partorito il topolino. Dopo le elezioni politiche e dopo settimane di litigi interni, mal di pancia e veti incrociati in una girandola di nomi più o meno credibili, a Siena nessuno dei contendenti del sindaco uscente Bruno Valentini (Pd) è riuscito a trovare la quadra per candidarsi nemmeno alle primarie. Alle 23 di mercoledì, termine ultimo per la presentazione di autocandidature e dopo un’assemblea infuocata, nessun iscritto al Pd è riuscito a raccogliere le firme necessarie per la candidatura: il 30 per cento dei componenti dell’assemblea comunale. L’unico che ha fatto un tentativo, spinto dal consigliere regionale Stefano Scaramelli, è stato l’architetto Giovanni Mezzedimi che però, non è riuscito a presentare neanche la metà delle firme necessarie. E così sarà nuovamente il sindaco uscente Bruno Valentini il candidato per il Pd alle prossime elezioni amministrative per il Comune di Siena.

«Ci abbiamo messo un po' troppo ma il Pd di Siena alfine ha deciso» ha scritto Valentini sul proprio profilo Facebook dopo l’assemblea del partito, sottolineando: «Mi impegnerò da subito per costruire alleanze con altre forze politiche e sociali, basandosi sulle cose buone fatte finora ma anche su molte che vanno migliorate e sviluppate». «Ora, però, c’è bisogno di aprire una nuova fase politica all’insegna dell’unità, che è valore irrinunciabile, mettendo da parte le divisioni e compattare tutto il partito cittadino, io mi impegnerò» gli ha fatto eco il segretario dei democratici di Siena Simone Vigni fino a poche ore prima tra gli oppositori a una riconferma proprio di Valentini.

Definita la candidatura a sindaco, rimangono sul tavolo due partite tutte ancora da giocare e da definire: quella di un’eventuale coalizione di centrosinistra a sostegno del sindaco in carica e quella della composizione di una lista di candidati a consiglieri. La costruzione di una coalizione sembra un’impresa che appare ancora più ardua considerate le frizioni interne al partito che non sembrano affatto risanate. Tra le voci autorevoli dei dem a Siena già nelle scorse settimane qualcuno aveva annunciato che non avrebbe sostenuto comunque la candidatura di Valentini. Su tutte, l’area degli ex Margherita riconducibile all’ex presidente del Consiglio regionale Alberto Monaci. E se nel Sud della Toscana il Pd è così combinato, al nord è messo pure peggio. A poche settimane dal voto né Pisa né Massa hanno un accordo sul candidato sindaco. Addirittura a Pisa non c’è accordo di coalizione neppure sulle primarie: il segretario comunale del Pd, Giovanni Viale, ieri si è perfino dimesso dopo l’ennesimo rinvio dell’assemblea locale sille candidature. Mentre all’inizio della settimana a Pisa il centrodestra presenterà il candidato unitario, Michele Conti, direttore del consorzio agrario locale.



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