Italia
Accordo dei metalmeccanici tedeschi sulle 28 ore, un esempio da seguire
Il presidente Enrico Rossi invita Marchionne a fare una cosa analoga a quella che è stata fatta con la Confindustria di Stoccarda
FIRENZE. "Bisognerebbe proporre a Marchionne di fare magari una cosa analoga a quella che è stata fatta con la Confindustria di Stoccarda: mi sembra una cosa interessante, persino apripista in Germania e poi apripista anche in tutta Europa. Mi voglio augurare che sia così". Lo ha affermato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, a proposito dell'accordo ponte raggiunto in Germania dal sindacato Ig Metall sulla settimana di 28 ore lavorative per i metalmeccanici. Un accordo pilota che sta facendo discutere tutta Europa perché per la prima volta al centro della contrattazione è stato messo non l'aumento salariale ma il tempo dedicato al lavoro,
"La bandiera rossa dei metalmeccanici tedeschi - ha proseguito, a margine di un'iniziativa di Cgil Toscana - sventola e raggiunge un grande risultato in tempi nei quali il tema dei diritti dei lavoratori piuttosto complicato, complesso, emarginato anche nel dibattito politico, sembra un sopracci piuttosto che un'opportunità". "Per quel poco che possiamo leggere ha concluso Rossi - mi pare invece di intendere che questo contratto sia un contratto che assegna ai lavoratori una libertà di scelta, un'autonomia che proprio l'opposto rispetto all'impostazione che ha voluto dare il Jobs Act".
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Un modello da seguire in Italia per Rossi ma anche per i sindacati dal momento che riconosce salari più pesanti e orari di lavoro ridotti, con la possibilità della settimana da 28 ore, sulla base di uno schema di flessibilità che va maggiormente incontro alle esigenze dei lavoratori, fa fronte alle nuove tecnologie e aumenta anche la produttività: di questo sono convinti i sindacati italiani, confederali e metalmeccanici, riconoscendo il successo raggiunto in Germania dai metalmeccanici tedeschi di Ig Metall.
L'intesa pilota, per ora definita per un Land, per 900 mila metalmeccanici ed elettrici aumenta il salario del 4,3% - altro aspetto di rilievo per Cgil, Cisl e Uil - e dà la possibilità di ridurre l'orario settimanale di lavoro dalle canoniche 35 ore della Germania a 28 ore, fino ad un massimo di due anni, per assistere figli e anziani. Sempre su base volontaria altri potranno decidere anche di lavorare 40 ore settimanali invece di 35. In Italia sono 40 le ore settimanali legali.
Cgil, Cisl e Uil sono concordi nel giudizio e parlano di risultato importante sul fronte salario e orario. "Per noi sicuramente è una strada alla quale guardare", ribadisce il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, rimarcando la necessità di avere salari "più significativi e più dignitosi". È "un accordo innovativo che mette al centro la persona. Speriamo che faccia da apripista in tutta Europa, a partire dal nostro", dice la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. Anche in Italia "si deve ragionare di riduzione dell'orario di lavoro", insiste il numero uno della Uil, Carmelo Barbagallo, ricordando che "da mesi" il suo sindacato punta anche su questo aspetto, per evitare "disastri occupazionali e sociali che possono derivare da un'organizzazione del lavoro basata sulle nuove tecnologie". Intanto il confronto tra sindacati e Confindustria sulla riforma del modello contrattuale non è ancora arrivato al tavolo 'politico'.
L'accordo ponte di Ig Metall è "un modello che non può non fare da riferimento per il nostro Paese. Da noi ci sono salari bassi e orari lunghi: un modello da invertire", dice il segretario generale della Fiom-Cgil, Francesca Re David. Il punto centrale è l'aver indicato una flessibilità nell'orario di lavoro che risponde alle "esigenze dei lavoratori", non più solo "ad uso e consumo delle imprese". L'intesa "crea un precedente molto importante. Grazie a questo accordo le flessibilità sono gestite a vantaggio dei lavoratori e non solo delle aziende", sottolinea il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, parlando della "vittoria" dei metalmeccanici tedeschi e sottolineando che "'la libertà d'orariò per la famiglia rafforza la produttività". Una via che "la Fim sostiene da tempo in Italia". Positivo il giudizio anche dal presidente della commissione Lavoro della Camera: l'accordo rappresenta "una svolta storica", afferma Cesare Damiano, secondo cui "siamo di fronte a una soluzione che affronta radicalmente il tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro". Non è invece replicabile per la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni: "L'accordo sulle 28 ore è sicuramente una cosa interessante, che però riguarda un sistema molto distante dal nostro"
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