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incentivi all’occupazione»in toscana

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FIRENZE. Are di crisi toscane, prima di tutto. Potrebbe essere uno slogan, la risposta ai cultori del sovranismo. Perché se c’è una cifra con cui gli uffici regionali hanno disegnato il perimetro dei...

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FIRENZE. Are di crisi toscane, prima di tutto. Potrebbe essere uno slogan, la risposta ai cultori del sovranismo. Perché se c’è una cifra con cui gli uffici regionali hanno disegnato il perimetro dei requisiti per i beneficiari del piano è proprio questo. Il 70% delle risorse verranno destinate a disoccupati delle zone depresse delle regione: Piombino, Livorno, Massa, Amiata. Ecco quale profilo devono avere i circa 5000 destinatari dell’assegno sperimentale di ricollocazione e quelli che potranno usufruire dell’indennità di partecipazione.

Ricollocazione. Al primo contributo accedono i residenti o i domiciliati in Toscana, iscritti alle liste dei Centri per l’impiego, disoccupati da almeno 6 mesi (12 mesi se fuori dalle aree di crisi complesse e non), privi di strumenti di sostegno al reddito, cioè ammortizzatori sociali o indennità di altro tipo. Per avere gli assegni dovranno rivolgersi ai Centri per l’impiego e decidere a chi affidare (se a loro a ad una agenzia privata) il compito di avviare un percorso di ricerca intensiva di lavoro, di tutoraggio e formazione. Potranno ottenere assegni una tantum variabili da 1000 a 5000 euro per percorsi orientati verso occupazioni stabili o da 500 a 2.500 euro se indirizzati verso i contratti a tempo determinato o a somministrazione.

Naspi? No grazie. Evitare la Naspi, l’indennità di disoccupazione concessa anche a chi stava a casa. La Regione punta su una «indennità di partecipazione». Cioè un assegno da 500 euro mensili per sei mesi ma solo per chi ha perso gli ammortizzatori e si impegnerà davvero a frequentare i corsi di formazione, pena il ritiro degli aiuti.

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