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LA RIVOLUZIONE 

Contributi ai Centri Impiego solo quando fanno assumere

Contributi ai Centri Impiego solo quando fanno assumere

FIRENZE. Finora sono stati l’anello debole del sistema, un imbuto colabrodo. In Italia solo il 5% di chi si rivolge ai Centri per l’impiego trova lavoro, in alcune regioni le speranze dell’esercito...

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FIRENZE. Finora sono stati l’anello debole del sistema, un imbuto colabrodo. In Italia solo il 5% di chi si rivolge ai Centri per l’impiego trova lavoro, in alcune regioni le speranze dell’esercito del collocamento che ogni giorno si ferma agli sportelli raggiungono il 10% di efficacia. Insomma, un flop. Conclamato da anni. Anche se in Toscana le stime sarebbero molto più soddisfacenti rispetto a quelle del resto del Paese. Qui troverebbe lavoro - dicono dalla Regione - il 60% di chi si rivolge ai 70 centri presenti su tutto il territorio, ma dal calcolo sono esclusi «tutti coloro che si iscrivono alle liste soltanto per usufruire di agevolazioni». Furbetti del collocamento. Troppi dei 300 mila iscritti nelle liste. «Ma è comunque ancora troppo bassa l’efficacia dei Centri per l’impiego dice l’assessora Cristina Grieco - Per questo abbiamo inverto il paradigma. Niente più risorse all’inizio del percorso di ricerca ma alla fine, e solo se Centri per l’impiego o agenzie per il lavoro private avranno trovato davvero un contratto per chi si è rivolto a loro». Quanto ricevono? A loro vanno di fatto gli assegni di collocazione: da 1.000 a 5.000 euro per occupazioni stabili, da 500 a 2.500 euro per contratti a tempo determinato o a somministrazione. Ma solo una volta trovato il posto. Non è una cosa da poco. Perché i 423 impiegati dei centri o quelli delle agenzie private dovranno comunque far partire l’iter di formazione e ricerca del lavoro per i disoccupati sapendo di potersi ritrovare con il cerino in mano se non avranno raggiunto l’obiettivo.

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