Il Tirreno

Toscana

La “città” antifascista ha già 10mila abitanti

di Melania Carnevali
La “città” antifascista ha già 10mila abitanti

Boom di adesioni all’anagrafe virtuale creata dal Comune dell’eccidio nazista. Si iscrivono attori, scrittori e ministri. Pieraccioni: «È un onore farne parte»

3 MINUTI DI LETTURA





STAZZEMA. Leonardo Pieraccioni adesso è un cittadino antifascista. Nel senso che è un abitante del comune antifascista. E anche il ministro Luca Lotti, il regista Carlo Lucarelli, lo scrittore Loriano Macchiavelli, il deputato Paolo Fontanelli, il senatore Vannino Chiti e altre migliaia di persone da tutta Italia. Tutti diventati cittadini nell’arco di nemmeno un mese di un comune senza strade e confini, dove per registrarsi non servono contratti di affitto o codici postali, ma solo la sottoscrizione di una carta: quella dell’antifascismo.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.16374662:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2018/01/20/news/stazzema-pieraccioni-si-iscrive-alla-citta-antifascista-per-me-e-un-onore-1.16374662]]

Un’anagrafe virtuale curata dal Comune che l’ha ideata: Stazzema, tremila abitanti appena sparsi tra i borghi delle Alpi Apuane. Luogo diventato, suo malgrado, un santuario di memoria per quel 12 agosto 1944 in cui tre reparti della SS tedesche, agli ordini di Anton Galler, salirono vestiti con tute mimetiche a Sant’Anna e uccisero in una manciata di ore con fiamme e mitragliatrici 560 persone, una marea di bambini. Il secondo eccidio in Italia, dopo quello di Marzabotto, per numero di vittime nel computo di sangue della ritirata tedesca, ma il primo per la rapidità del massacro.

In questo paesino, nel 1982, è stato inaugurato dall’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini il museo storico della Resistenza, dove sono custoditi sotto teca gli oggetti della strage. Come quella bambola con la bocca aperta, una crepa sul cranio e il bavaglino sporco di sangue, trovata a terra col cadavere della sua padroncina, Maria Franca Gamba, 2 anni appena. Oppure quel tessuto millerighe con il bordo in pizzo bianco, che Albertina Mancina, 19 anni, aveva nascosto per non farlo bruciare dai tedeschi ma che poi non ha più potuto indossare. Oggetti che sono amuleti contro il nazismo.

Eppure non bastano. Lo dimostrano tante cose. Lo striscione apparso nel palazzetto dello sport di Viareggio con l’immagine stilizzata di Hitler, ad esempio. O il professore carrarino salito con la bandiera della Repubblica di Salò sulla vetta del monte Sagro che ricorda la strage nazifascista di Vinca. «Serve altro, serve un’azione collettiva», commenta Maurizio Verona, sindaco di Stazzema, colui che ha ideato e lanciato l’idea di un comune virtuale completamente antifascista. «La crescita dei partiti xenofobi e neofascisti in tutta Italia, impongono una azione di memoria e di conoscenza dei fatti tragici del 1944, che si ripetono anche oggi un po’ in tutto il mondo».

L’anagrafe è stata lanciata a Natale, a pochi giorni dal settantesimo anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione. La prima settimana ha raccolto mille adesioni al giorno, poi cinquecento a volta. Adesso il comune antifascista ha quasi diecimila abitanti virtuali, più del settanta per cento dei comuni italiani. Vengono soprattutto da Milano, Firenze, Massa, Carrara, Bologna e Cagliari

. Anche la politica ha risposto in massa. Si sono iscritti subito: la vice presidente del Senato, Rosa Maria Di Giorgi, la sottosegretaria al ministero dell’Ambiente, Silvia Velo, l’ex ministro Piero Fassino, il segretario regionale del Pd Dario Parrini, il segretario metropolitano dem di Torino, Mimmo Carretta. Leonardo Pieraccioni pure ha aderito parlando di «onore». «In un momento di totale sbandamento – dice il regista –, almeno il passato ci ha dato delle risposte precise su quello che era giusto e quello che era sbagliato. Ricordarselo, anche con la vostra anagrafe, è una cosa doverosa».

Ma poi ci sono le adesioni dei Comuni interi. Si sono già iscritti quello di Carrara, guidato dal Cinque Stelle, Francesco De Pasquale, Collesalvetti con il suo sindaco dem Lorenzo Bacci e quello di Castiglion Fibocchi guidato dall’ex prefetto Salvatore Montanaro. Anche dell’estero sono arrivate richieste di adesione. Sono italiani emigrati che diventeranno cittadini antifascisti di Stazzema appena la piattaforma lo permetterà (per il momento, per iscriversi attraverso il form, serve il codice fiscale, ma nei prossimi giorni verrà cambiato il portale). «Continuano a scrivermi in tanti, artisti, politici, per dirmi che aderiranno o che lo hanno già fatto – dice Verona –. L’obiettivo è quello di diventare il comune più grande di Italia». Magari anche tutta l’Italia.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web