Il Tirreno

Toscana

Il DIRIGENTE DELLA MANUTENZIONE delle STRADE provinciali 

Rifiuta la mazzetta, fa arrestare il corruttore

Rifiuta la mazzetta, fa arrestare il corruttore

FIRENZE. Il piano doveva essere semplice. E indolore. Pagare la mazzetta da 4mila euro al dirigente pubblico. In cambio, l’architetto della Città Metropolitana di Firenze, doveva chiudere un occhio...

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FIRENZE. Il piano doveva essere semplice. E indolore. Pagare la mazzetta da 4mila euro al dirigente pubblico. In cambio, l’architetto della Città Metropolitana di Firenze, doveva chiudere un occhio sui controlli riguardo alle quantità di materiale fornito per la manutenzione delle strade del Mugello. Invece, il dirigente nemmeno la apre la busta. E all’improvviso nell’ufficio della ex provincia di Firenze piombano gli agenti della polizia giudiziaria della Polizia Provinciale. Così Raffaele Tizzano, campano di 39 anni, emissario della ditta Co.res, venerdì 24 novembre viene arrestato in flagranza per istigazione alla corruzione. Inoltre, insieme al titolare e il geometra dell’impresa, per la quale era incaricato di seguire l'appalto, risulta pure indagato per truffa aggravata in concorso.

Secondo la Procura quello di venerdì non sarebbe stato il primo tentativo di corruzione. Lo stesso architetto della Città metropolitana nella prima metà di ottobre, avrebbe già respinto un’altra offerta di soldi da parte del “mediatore”. In entrambi i casi, la bustarella sarebbe servita - stando alla Procura - a passare sopra le “divergenze” tra ente pubblico e ditta proprio sulla quantità di materiali consegnati: soprattutto bitume per asfaltature in Mugello e Valdarno.

I controlli della Città Metrolpolitana sui documenti di trasporto della Cores e di società in subappalto avevano già rivelato la consegna di minori quantità di materiale rispetto a quelle dichiarate. E la Città Metropolitana aveva ridotto i pagamenti. La mazzetta, dunque, doveva servire sia a passare sopra le quantità minori consegnate sia a sbloccare i pagamenti per intero.

Ma di fronte alle consegne che non tornavano la Città Metropolitana presenta una denuncia per truffa. Poi arriva il tentativo di consegnare la bustarella. Nell’ordinanza di convalida dell’arresto e di applicazione degli arresti domiciliari il gip spiega: «Il meccanismo illecito è basato sul fatto di aggiudicarsi gli appalti con ribassi molto forti (il 46,3% su 5 milioni in questo caso) recuperando poi la convenienza economica per l'impresa attraverso la sistematica truffa sul materiale fornito. Ma è davvero difficile ipotizzare che tale modo di operare - che inquina il mercato distruggendo la concorrenza leale degli imprenditori onesti e danneggia la pubblica amministrazione - sia stato utilizzato da Tizzano e dai suoi sodali solamente in questo caso».



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