Il Tirreno

Toscana

Tre stelle arrivano, due "tramontano" La Toscana gourmet

di Lara Loreti
Tre stelle arrivano, due "tramontano" La Toscana gourmet

Pinchiorri si conferma l’unico 3 star, boom del gusto a Siena
E lo chef televisivo Carlo Cracco viene... retrocesso

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LIVORNO. Prendi tre, paghi due. È Siena la reginetta toscana del gusto incoronata dalla prestigiosa Guida Michelin 2018, presentata l’altro giorno al Teatro Regio di Parma, libro che tutti i gourmet hanno aspettato per mesi. La città del Palio sorpassa Firenze nel numero di ristoranti stellati, imponendosi per 10 a 9. E soprattutto acquista tre nuove star: Alberto Sparacino al "Cum Quibus" di San Gimignano, Marcello Corrado al "Perillà" di Castiglione d’Orcia e Fabrizio Borraccino a "Il Poggio Rosso" di Castelnuovo Berardenga.

Le due stelle cadenti invece riguardano il ristorante "All’Acquacotta" delle Terme di Saturnia e "Lunasia" a Viareggio. Quest’ultima più che persa è "in sospeso", come spiega lo chef Luca Landi: «La nostra stella non è soppressa, ma congelata perché il ristorante dallo scorso 5 novembre è chiuso per ristrutturazione. E i lavori, che coinvolgeranno anche l’hotel, andranno avanti per tutto l’anno prossimo. Io ne approfitterò per viaggiare, fare corsi e studiare per tornare più preparato».

L’ "Enoteca Pinchiorri" di Firenze si conferma invece l’unico tristellato, per la gioia della coppia evergreen Giorgio Pinchiorri e Annie Féolde. Due stelle invariate per l’eclettico Francesco Bracali a Massa Marittima, Valeria Piccini di "Caino" a Montemerano (Grosseto), Gaetano Trovato con "Arnolfo" a Colle Val d’Elsa (Siena) e Giuseppe Mancino del "Piccolo Principe", al Principe di Piemonte a Viareggio (Lucca). Nel bilancio generale, la Toscana acquista dunque un "punto" e si pone al quinto posto nazionale con 35 stellati totali (al primo c’è la Lombardia con 63 locali): un tre stelle, quattro con due e trenta con una. Come densità di stelle per territorio, il podio spetta alla provincia di Siena con 10 nomi: "Il Colombaio" a Casole d’Elsa, "La Bottega del 30" a Castelnuovo Berardenga, "Meo Modo Hotel Borgo Santo Pietro" a Chiusdino, "I Salotti Hotel Il Patriarca" a Chiusi, "Il Pievano Hotel Castello di Spaltenna" a Gaiole in Chianti, "Castello di Fighine" a San Casciano dei Bagni, il due stelle Arnolfo e i tre nuovi stellati).

Medaglia d’argento toscana a Firenze con 9 star: "Borgo San Jacopo", "La Bottega del Buon Caffè", "La Leggenda dei Frati", "Ora d’Aria", "Il Palagio Four Seasons Hotel", "Winter Garden by Caino St. Regis Hotel", "La Torre" a Tavarnelle Val di Pesa, "Osteria di Passignano" a Tavarnelle Val di Pesa, oltre a Pinchiorri). Bronzo a Lucca con 8 stellati: "Bistrot", "Lorenzo", "Lux Lucis Hotel Principe" e "La Magnolia Hotel Byron" a Forte dei Marmi; "L’imbuto" a Lucca; "Butterfly" a Marlia; "Romano" e "Piccolo Principe" a Viareggio. A seguire il Grossetano (5, "La Trattoria Enrico Bartolini" a Castiglione della Pescaia, "Il Pellicano" a Porto Ercole, "Silene" a Seggiano, oltre a Bracali e Caino), e poi Livorno (1, "La Pineta di Luciano Zazzeri" a Marina di Bibbona), Arezzo (1, "Il Falconiere" a Cortona) e infine Pistoia (1, "Atman a Villa Rospigliosi" a Lamporecchio).

Al livello nazionale, l’Italia acquista un tristellato: lo chef Norbert Niederkofler al "Sant Hubertus" di San Cassiano (Bolzano) che valorizza la cucina montano. Ora i tre stelle italiani sono 9 (Crippa, Santini, Bottura, Alajmo, Feolde, Romito, Beck, Cerea e la new entry Niederkofler).Clamorosa perdita di una stella per Carlo Cracco che nel suo locale a Milano passa da due a una: lo chef televisivo e i suoi collaboratori si dicono "dispiaciuti", ma nello stesso tempo sono "motivatissimi" in vista dell’apertura del loro nuovo ristorante, in Galleria. «Il nostro locale storico chiuderà - ha detto Alessandro Ruggle, collaboratore di Cracco - La decisione della Guida Michelin forse dipende dal fatto che ancora non si sa quando sarà la nuova apertura. Noi non vediamo l’ora di arrivarci». E perde una stella anche Claudio Sadler, sempre a Milano.

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