Dai ravioli ai tazebao Chinatown, roba da turisti
di Maria Lardara
Dalla tesi di due studentesse nasce una guida sul quartiere pratese bilingue Il Macrolotto diventa una zona “cool” tra locali e ristoranti delle due nazionalità
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PRATO. «Come faceva il babbo con gli immigrati dal Sud Italia, ora si fa noi con i vicini di casa cinesi: ci si contamina». Massimo Fogacci è molto più che uno storico artigiano pratese: tra una schiacciata e una fragrante bozza di Prato da sfornare, quest’anno è riuscito pure a far iscrivere alla scuola italiana due bimbi appena giunti dalla Cina.
La sua bottega di via Pistoiese, cuore del Macrolotto Zero ribattezzato ormai Chinatown pratese, è un luogo di prossimità, una palestra di relazioni sociali. Dove ci si dà una mano, si fa passaparola, si stringono relazioni di vicinato. “Passaparola” è il titolo della tesi di due studentesse dell’Istituto europeo di Design di Firenze che diventa anche una breve guida italo-cinese per scoprire il quartiere. Trentasei pagine che fotografano una rosa di dieci attività commerciali, raccontano quell’eccellenza che è figlia del Celeste Impero e della migliore tradizione pratese. Ci voleva l’occhio lungo di due ragazze trentenni venute da fuori, Valentina Todaro e Xinyan Lin, per riprodurre su carta un esperimento di convivenza che, tutto sommato, ha preso corpo in modo semplice e spontaneo. Ma ci voleva anche che un’amministrazione comunale, quella di Prato, prendesse l’iniziativa di rivolgersi a una realtà di respiro internazionale come lo Ied di Firenze (sette sedi in tutta Italia), per far pubblicare la tesi di un corso post lauream: il risultato è un migliaio di libretti inizialmente distribuiti nei luoghi strategici della città, compreso lo sportello d’informazioni turistiche.
In fondo, l’assessora alle attività produttive Daniela Toccafondi ci crede davvero. «Questo quartiere può diventare un’attrazione turistica, nel rispetto delle norme di convivenza su cui c’è ancora da lavorare». Per tre mesi Valentina ha parlato con i commercianti del quartiere, sei italiani e quattro pratesi, mentre la collega Xinyan traduceva le loro conversazioni. Ma l’integrazione vien (anche) mangiando, e le due studentesse ne approfittavano spesso per una pausa pranzo da “Ravioli Liu”, uno dei locali più “cool” della Chinatown pratese inseriti nella guida. Ce ne sono altri, come il ristorante “Orchidea” che ha come cavallo di battaglia la cucina cantonese oppure il bar “1A Fermata” che serve un vero e proprio cocktail multiculturale come il “Bubble Tea” a base di tè, succhi di frutta e palline di tapioca (un tubero sudamericano). Pagina dopo pagina, vedi scorrere i nomi delle attività del Dragone accanto a quelli dei locali pratesi più storici: dalle grigliate del ristorante “da Giovanni – Cavallino Rosso” alle bontà della pasticceria “Peruzzi”, dai pranzi gustosi del bar “Lo Scalino” alla schiacciata del “Fogacci”. «”Passaparola” racchiude l’invito a scoprire i nostri vicini di casa e a creare nuovi legami», spiega la coautrice Todaro.
Sbagliato pensare che si racconti solo l’eccellenza in chiave culinaria. Come la mettiamo con i tanti saloni di acconciatura dagli occhi a mandorla? La piccola bussola cartacea ci porta a fare una singolare scoperta dal parrucchiere Yi Li: raramente le ragazze cinesi si tagliano i capelli perché anticamente considerati un oggetto sacro. Dall’altra parte della strada lavorano invece “I Master Parrucchieri”, i vicini di casa italiani. E ai bouquet floreali per rendere indimenticabili i matrimoni orientali pensa il negozio “Baldesi”, all’inizio di via Pistoiese.
Peccato che la guida, pur soffermandosi sulle feste popolari come il Capodanno nelle due culture e su usanze tipiche come la Cocomerata a Ferragosto e la festa della luna, dimentichi il tempio buddista “Pu hua si” perché situato fuori dai confini della Chinatown. Ma “Passaparola” è un punto di partenza, per dirla alla toscana e con le parole del fornaio Fogacci, «è una cosa davvero ganza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La sua bottega di via Pistoiese, cuore del Macrolotto Zero ribattezzato ormai Chinatown pratese, è un luogo di prossimità, una palestra di relazioni sociali. Dove ci si dà una mano, si fa passaparola, si stringono relazioni di vicinato. “Passaparola” è il titolo della tesi di due studentesse dell’Istituto europeo di Design di Firenze che diventa anche una breve guida italo-cinese per scoprire il quartiere. Trentasei pagine che fotografano una rosa di dieci attività commerciali, raccontano quell’eccellenza che è figlia del Celeste Impero e della migliore tradizione pratese. Ci voleva l’occhio lungo di due ragazze trentenni venute da fuori, Valentina Todaro e Xinyan Lin, per riprodurre su carta un esperimento di convivenza che, tutto sommato, ha preso corpo in modo semplice e spontaneo. Ma ci voleva anche che un’amministrazione comunale, quella di Prato, prendesse l’iniziativa di rivolgersi a una realtà di respiro internazionale come lo Ied di Firenze (sette sedi in tutta Italia), per far pubblicare la tesi di un corso post lauream: il risultato è un migliaio di libretti inizialmente distribuiti nei luoghi strategici della città, compreso lo sportello d’informazioni turistiche.
In fondo, l’assessora alle attività produttive Daniela Toccafondi ci crede davvero. «Questo quartiere può diventare un’attrazione turistica, nel rispetto delle norme di convivenza su cui c’è ancora da lavorare». Per tre mesi Valentina ha parlato con i commercianti del quartiere, sei italiani e quattro pratesi, mentre la collega Xinyan traduceva le loro conversazioni. Ma l’integrazione vien (anche) mangiando, e le due studentesse ne approfittavano spesso per una pausa pranzo da “Ravioli Liu”, uno dei locali più “cool” della Chinatown pratese inseriti nella guida. Ce ne sono altri, come il ristorante “Orchidea” che ha come cavallo di battaglia la cucina cantonese oppure il bar “1A Fermata” che serve un vero e proprio cocktail multiculturale come il “Bubble Tea” a base di tè, succhi di frutta e palline di tapioca (un tubero sudamericano). Pagina dopo pagina, vedi scorrere i nomi delle attività del Dragone accanto a quelli dei locali pratesi più storici: dalle grigliate del ristorante “da Giovanni – Cavallino Rosso” alle bontà della pasticceria “Peruzzi”, dai pranzi gustosi del bar “Lo Scalino” alla schiacciata del “Fogacci”. «”Passaparola” racchiude l’invito a scoprire i nostri vicini di casa e a creare nuovi legami», spiega la coautrice Todaro.
Sbagliato pensare che si racconti solo l’eccellenza in chiave culinaria. Come la mettiamo con i tanti saloni di acconciatura dagli occhi a mandorla? La piccola bussola cartacea ci porta a fare una singolare scoperta dal parrucchiere Yi Li: raramente le ragazze cinesi si tagliano i capelli perché anticamente considerati un oggetto sacro. Dall’altra parte della strada lavorano invece “I Master Parrucchieri”, i vicini di casa italiani. E ai bouquet floreali per rendere indimenticabili i matrimoni orientali pensa il negozio “Baldesi”, all’inizio di via Pistoiese.
Peccato che la guida, pur soffermandosi sulle feste popolari come il Capodanno nelle due culture e su usanze tipiche come la Cocomerata a Ferragosto e la festa della luna, dimentichi il tempio buddista “Pu hua si” perché situato fuori dai confini della Chinatown. Ma “Passaparola” è un punto di partenza, per dirla alla toscana e con le parole del fornaio Fogacci, «è una cosa davvero ganza».
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