Il Tirreno

Toscana

A 135 metri di altezza per controllare la "salute" del Campanile di Giotto - Video

di Yuri Rosati
Gli operai controllano il pennone del Campanile di Giotto
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Gli operai controllano il pennone del Campanile di Giotto

Firenze, gli operai si sono calati da una gru gigantesca per verificare lo stato del pennone

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FIRENZE. Dopo la prova dei muratori-alpinisti livornesi che si sono calati dalla cupola del Duomo di Firenze per verificare palmo a palmo il suo stato di salute. Il 16 novembre, pochi giorni dopo, ecco che tocca anche al Campanile di Giotto. Questa volta gli operai non sono della Acrobatic System, ma dell’Opera di Santa Maria del Fiore e si sono calati dall’alto grazie a una gigantesca gru con un braccio di 135 metri.

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Lo scopo dell’operazione era verificare lo stato del pennone del campanile, un albero di cipresso rosso alto 14 metri su cui sono poste una sfera dorata con le reliquie e una croce. E controllare lo stato di conservazione di tutta l’opera architettonica, iniziata dall’architetto nel 1334 e terminata 16 anni dopo, quando Giotto era già morto.

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L'intervento, coordinato dall'architetto dell'Opera Samuele Caciagli in collaborazione con l'ingegner Gennaro Tampone, ha visto al lavoro una squadra di 10 operai esperti in azioni del genere. Insieme a loro hanno collaborato i restauratori specializzati della General Restauri di Perugia. Mentre la gru è un strumento messo a disposizione da Caf.

"Le ispezioni di novembre 2017 fanno parte di un progetto di restauro della struttura lignea di copertura del monumento, i cui lavori sono iniziati a marzo di quest'anno - spiega Caciagli - il pennone attuale è lì dal 2000 e probabilmente andrà restaurato". Questi interventi riguardano tutti gli edifici del complesso di Piazza del Duomo e servono a individuare possibili degradi e programmare gli interventi di restauro. Il prossimo controllo sarà in primavera.

"L'idea è quella di evitare grandi opere di restauro e di procedere con piccole opere di manutenzione costante - dice Ambra Nepi dell'Opera di Santa Maria del Fiore - le verifiche sono effettuate due volte all'anno e gli edifici sono monitorati palmo a palmo per individuare fratture anche minime". Un lavoro mastodontico e certosino - visto che la superficie totale dei marmi da controllare è di 40.000 metri quadrati - affidato alla squadra degli operai dell'Opera, fondata in concomitanza con questa nel 1296. "È grazie a loro che i marmi di Piazza del Duomo sono lucenti - spiega Nepi - se non ci fossero, la cattedrale sarebbe un ammasso nero".

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